Parola di assessore

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Dopo dieci anni di segnalazioni, petizioni e diffide, l’Amministrazione comunale  ha avviato le opere per eliminare i rischi sanitari dovuti alla trasformazione subita dal vecchio fosso Beveraggio,  divenuto una fogna a cielo aperto che versa liquami fognari senza depurazione sul canale S.Rocco, che sfocia nel porto canale di Marina di Grosseto.

Una volta il fosso Beveraggio portava acqua ai capi di bestiame che sostavano nei pressi della stazione di Grosseto, ma da qualche anno è stato documentato da Arpat che oltre ai valori fuori norma per inquiamento biologico erano presenti diversi metalli tossici e pericolosi fuori norma.

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La soluzione per i collegamenti a sud di Grosseto è la messa in sicurezza dell’Aurelia

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Riporto per intero l’intervista pubblicata rilasciata a La Nazione sul tema del tracciato autostradale a sud di Grosseto e pubblicata nella cronaca locale del 2011-10-30.

«Aurelia in sicurezza E’ l’unica soluzione»
«Il progetto Sat troppo costoso»

La soluzione migliore per una viabilità più efficiente? «Mettere in sicurezza l’Aurelia».

Roberto Barocci  del Forum ambientalista nazionale e di Rete ambiente Grosseto interviene nel dibattito sul tracciato autostradale.

Un dibattito che, giorno dopo giorno, si arricchisce di nuove posizioni, rafforzando la schiera di coloro che si dichiarano contro il progetto presentato dalla Sat. Barocci — illustrando il pensiero condiviso da Rete ambiente Grosseto — ribadisce con forza un concetto difeso e sostenuto con convinzione nel corso degli anni:
«Un’analisi costi-benefici avrebbe screditato il progetto della Sat a favore della messa in sicurezza dell’Aurelia»
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Cosa pensa del progetto presentato dalla Sat?
«Rete ambiente Grosseto ha da sempre sostenuto che l’autostrada fosse la soluzione meno vantaggiosa sia per il territorio che per la popolazione. Con la realizzazione dell’infrastruttura ci sarebbero solo danni. Prima di tutto l’autostrada taglierebbe in due il territorio a discapito del patrimonio naturalistico della nostra area. Inoltre l’opera viaria metterebbe a repentaglio il futuro di molte aziende e tanti dipendenti, probabilmente, perderebbero il lavoro. E a tutto questo si aggiungerebbe il problema del pagamento del pedaggio».

Su cosa si basa questa posizione contraria?
«Riteniamo che le scelte dovrebbero scatutire da un’analisi costi-benefici. Nel caso dell’autostrada tirrenica, invece, non sono mai state effettuate analisi simili. Rete ambiente Grosseto ritiene che ci siano altri interessi da tutelare e non certamente quelli pubblici».

In che senso?
«La Rete basa la propria posizione su analisi costi-benefici prodotte dai docenti di Economia dei trasporti, Andrea Boitani e Marco Ponti, del Politecnico e Cattolica di Milano. E da questi studi emerge che il progetto autostradale sia quello meno vantaggioso, mentre la messa in sicurezza dell’Aurelia consente un percorso veloce, sicuro e gratuito».

Quale potrebbe essere un progetto alternativo?
«La Rete ha sempre sostenuto che l’ipotesi migliore fosse quella proposta dall’Anas nel 2001: un progetto che prevedeva la messa in sicurezza dell’Aurelia, con pochi espropri e senza alcun pedaggio da pagare. E ancora oggi riteniamo che sia fondamentale intervenire lungo la Statale nel tratto a Sud di Grosseto, così come è stato fatto a Nord del capoluogo maremmano».

Maria Brigida Langellotti

Grosseto Coldiretti e Forum contro Tioxide

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La nazione del 24-06-2011, riporta i dati della Conferenza Stampa tenuta nella sede della Federazione provinciale Coldiretti di Grosseto, giovedì 23 giugno 2011.

Grosseto Coldiretti e Forum contro Tioxide «I gessi-fertilizzanti? Un rifiuto speciale»
L’ESPOSTO DOSSIER IN PROCURA: «PERICOLO MANGANESE E VANADIO NELLE FALDE»

«I GESSI rossi che lo stabilimento chimico Tioxide commercializza come fertilizzanti per l’agricoltura sono rifiuti speciali a tutti gli effetti, dunque dovrebbero essere sottoposti a una specifica normativa. In particolare per la presenza di manganese e vanadio». Di conseguenza non basta — a detta degli ambientalisti — l’autorizzazione che l’azienda ha ottenuto dal ministero dell’Agricoltura per vendere ai coltivatori gli scarti del processo produttivo. E così gli esponenti del Forum Ambientalista della Provincia di Grosseto e i vertici locali di Coldiretti annunciano di voler presentare un esposto in Procura: «Vogliamo sapere — chiedono Roberto Barocci (per il Forum) e Renzo Fedi (per Coldiretti Follonica) — se sono cambiate le leggi o i processi produttivi. Oppure che cosa ha trasformato rifiuti speciali (non recuperabili con procedure semplificate) in fertilizzanti. Starà poi all’autorità giudiziaria stabilire se esistono responsabilità a carico di qualcuno». Gli ambientalisti e i rappresentanti degli agricoltori partono da lontano e mostrano documenti redatti dalla stessa Tioxide nel 2004/2005, quando cioè l’azienda chimica di Scarlino—leader nella produzione di biossido di titanio —intendeva smaltire i gessi stoccandoli in una cava di Roccastrada: «In quell’occasione — ricordano al Forum e a Coldiretti—l’azienda stipulò un accordo con la Regione, la Provincia, i Comuni, l’Arpat l’Asl, in attuazione delle direttive comunitarie riferite all’inquinamento provocato dai rifiuti dell’industria del biossido di titanio. E le sostanze sicuramente pericolose, come riconosciuto e ammesso dalla stessa Tioxide, sono il manganese, i solfuri, i cloruri e il vanadio. Fu la stessa azienda a prevedere l’impiego dei gessi esclusivamente in cave, discariche e siti industriali già contaminati, a condizione di compiere ogni volta una verifica preventiva per accertare la compatibilità dei terreni. Escludendo comunque il contatto con le falde acquifere, visto che Tioxide ha sottoscritto che i gessi possono essere causa di inquinamento delle acque». L’allarme riguarda alcune sostanze i cui effetti sono noti: «Il manganese nell’acqua—fanno sapere al Forum e alla Coldiretti—riduce le capacità intellettive nei bambini. E il vanadio è ancor più pericoloso: non c’è un valore tollerabile». Sugli stessi gessi, ora, la Tioxide ha ottenuto dal ministero delle Politiche agricole «la registrazione del rifiuto speciale gesso rosso quale fertilizzante con il nome commerciale di Agrigess. Anni fa — ricordano — sosteneva che può essere causa di inquinamento delle acque, oggi consiglia di distribuirlo in dosi di 10-20 tonnellate a ettaro: ci allarma che nessun organo di controllo abbia sollevato questa contraddizione».

«NON VOGLIAMO accusare nessuno, ma desideriamo fortemente che gli enti pubblici preposti al controllo (a partire dall’assessorato all’ambiente della Regione Toscana, la Provincia di Grosseto e l’Arpat) ci diano in tempi brevi risposte chiare. Una domanda — concludono Roberto Barocci e Renzo Fedi—è inevitabile: sono rifiuti (e come tali sottoposti a specifica normativa che prevede l’analisi di tutti i componenti in riferimento ai limiti di legge), oppure sono un correttivo utile in agricoltura come un normale sacchetto di potassio o calcio di origine naturale? Chiediamo verifiche».

g.d.

Geotermina ma quale dialogo?

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In seguito alla conferenza del 2 febbraio 2011 la stampa locale ha riportato la notizia ed il commento in cui la Regione insiste nel  chiedere il dialogo mentre continua a non richiedere le valutazioni sanitarie nelle procedure di VIA per i vecchi e nuovi impianti ed a mentire sui dati, manipolando le conclusioni dello studio epidemiologico. Crediamo che non si possa dialogare con chi fa scelte reazionarie.

La geotermia secondo Italia Nostra e i comitati ambientalisti di Siena e Grosseto
Al centro dell’incontro uno studio epidemiologico sulla popolazione dei comuni geotermici della Toscana

Il Cittadino On Line del 2 febbraio 2011

Geotermina, aumentati i decessi
Il coordinamento delle associazioni ambientaliste denuncia i pericoli delle emissioni

La nazione di Siena del 3 febbraio 2011

La replica della Regione
L’assessore Bramerini: “Disponibili al Confronto”

La nazione di Siena del 3 febbraio 2011