Geotermia: misuriamoci sui risultati non sulle autocelebrazioni

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In questi ultimi mesi abbiamo registrato fatti importanti che stanno incrinando il quadro granitico che i nostri avversari avevano sapientemente costruito a difesa della geotermia elettrica sia ad alta, che media entalpia.
Come ha scritto la Rete NoGesi “Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili”.
Ciò nonostante, registriamo contro SOS Geotermia interventi sorprendentemente astiosi, infantili quanto dannosi, perché anziché indebolire i nostri avversari, li rafforzano. Sono interventi fatti da persone che si dichiarano contrari a qualunque tipo di impianto geotermico, anche alle pompe di calore realizzate in assenza di falde idro potabili, ma, compiacendosi solo della loro dichiarata radicalità, hanno ampiamente dimostrato la incapacità di aggregare consensi, di far crescere la mobilitazione, di ottenere risultati tangibili.

A noi appare normale che su temi tecnici molto specifici, difficili da conoscere e valutare, possano esserci opinioni diverse, ma se su aspetti marginali, rispetto alle mega centrali flash, si conducono critiche diffamatorie e allusive, volte a sollevare dubbi sulla nostra onestà, allora preferiamo misurarci sui risultati ottenuti.
Pertanto, dedico questi risultati ottenuti anche alla mediocrità dei nostri detrattori, invitandoli a misurarsi con noi non con le parole, troppo facili da esprimere per costruirsi una comoda radicalità, ma con i loro risultati sui seguenti punti:

1 – sulla mobilitazione dei cittadini: abbiamo partecipato a tante iniziative organizzate da diversi Comitati e Organizzazioni in molti paesi toscani, dalla Val di Cecina all’Orvietano, ma solo in Amiata e sull’Alfina, assieme a SOS Geotermia e No Gesi si sono mobilitati tanti manifestanti. I nostri risultati, concreti anche se ancora non risolutivi, sono dovuti al lavoro di tante persone attive e della vitalità nella nostra informazione, dimostrata dal nostro sito, dove vengono comunicate le tante iniziative

Manifestazione a Piancastagnaio dell’11.11.2017;

2- sul quadro normativo: in Parlamento europeo, con gli emendamenti di Tamburrano, contrastati dal PD e votati dal M5S e Sinistra Italiana, a cui SOS Geotermia ha fornito ampia documentazione, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente . Lo stesso risultato lo abbiamo ottenuto nel Parlamento italiano con la famosa Risoluzione delle Commissioni Ambiente e Attività produttive;

3- sul piano giudiziario: Enel Green Power è di nuovo perdente in Tribunale, stavolta come indagata dalla Procura e dal Giudice penale di Grosseto, su esposti firmati dal Forum Ambientalista e da SOS Geotermia, dovendo rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata. Scontrarsi con Enel nei Tribunali e vincere le cause, come è già accaduto con il compagno Pino di SOS Geotermia, è una testimonianza oggettiva di una radicalità che non si ammanta solo di parole o che si limita ad inoltrare semplici diffide;

4- sul quadro politico: il Presidente della Regione Toscana Rossi è stato costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia “senza se e senza ma”, riconoscendo che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l’Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita»;

5- sul quadro amministrativo: SOS Geotermia, assieme a NoGesi, ha promosso in Consiglio regionale l’esigenza di definire le Aree Non Idonee allo sfruttamento geotermico. Per la prima volta la materia è ritornata ai cittadini e in molti Consigli comunali della Toscana si è discusso degli aspetti negativi della Geotermia, aprendo contraddizioni tra i nostri avversari: diversi Comuni hanno dovuto accogliere la pressione dei Comitati locali e dichiarare la indisponibilità di tutto il territorio comunale a ricevere impianti geotermici. I Comuni che hanno inviate le proposte in Regione sono stati in totale 51 e tale percorso porterà alla modifica del Piano ambientale ed energetico regionale, che dovrà formalizzare le aree non idonee all’attività geotermoelettrica e all’aumento delle contraddizioni, tant’è che Rossi si svela, pensando di risolvere il problema chiedendo più soldi all’Enel per tacitare sindaci e territori .

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista Grosseto,
aderente a SOS Geotermia e NO Gesi

Geotermia in Amiata. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti

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Hanno cercato in tutti i modi di nascondere la realtà, che emergeva dallo studio epidemiologico del CNR/2010, affermando che quei dati erano tranquillizzanti. Se per loro il + 13% di mortalità negli uomini è un dato tranquillizzante, c’è da allarmarsi!
Ma poi hanno nascosto tali dati, in sede di Valutazione di Impatto Ambientale per i nuovi impianti di Piancastagnaio e Bagnore 4, falsando il quadro sanitario, permettendo di aggiungere, con i nuovi impianti, altri inquinanti in un ambiente già assolutamente fuori norma.
Quando abbiamo iniziato a smentirli, utilizzando i numeri dello Studio CNR/2010, ci hanno perfino minacciato di denuncia per procurato allarme e l’Enel ci ha portato in Tribunale, chiedendo i danni. Nel mentre, in Amiata si continua a morire in eccesso: anche prepotenti…
Poi, hanno detto che quei dati dipendevano dagli stili di vita e, quando sono stati chiaramente smentiti da uno studio della stessa ARS, hanno affermato che poteva dipendere dagli stili di vita del passato. Ma i dati del passato minerario dicono che si viveva meglio in Amiata che nel resto della Toscana. Allora hanno incominciato ad inventarsi che erano inspiegabili le differenze di mortalità registrate tra i sessi, sapendo invece che tali differenze sono normali e documentate in molti studi epidemiologici relativi agli inquinanti ambientali, che fanno registrare una diversità di genere vedi , allora dall’allarme siamo passati all’indignazione. Non avevano più scusanti.

Oggi, che hanno perso le cause in Tribunale, ci vengono a dire che quello studio del 2010 del CNR non è più valido, che l’Allegato 6, dal titolo: “Risultati staticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari» non viene aggiornato, come da noi richiesto, perché avrebbe dati approssimati. Ma in sette anni di ulteriori aggiornamenti non hanno introdotto dati più affidabili.
Quello studio del CNR del 2010 dimostra la correlazione tra le mortalità crescenti, per molte patologie, al crescere delle concentrazioni di inquinanti emessi, anche dalle centrali geotermiche dell’Enel. Ma non viene dall’ARS sostituito con un uno più aggiornato.
Loro rimuovono i dirigenti apicali di Uffici Tecnici regionali che non si piegano ai loro voleri, come è successo all’arch. Zita (ascolta le sue parole
) o alla dott.ssa Sargentini (vedi). Come nel famigerato ventennio, piegano al loro volere tutti i tecnici subordinati. Vergogna!
Loro fanno finta di non vedere la decimazione della popolazione dell’Amiata, come nel ventennio fascista facevano finta di non vedere dove erano diretti i treni per Auschwitz.
Per loro il + 13% di morti è un dato rassicurante, come quando sostennero che i morti in guerra rafforzavano la razza.
Loro consapevolmente hanno commesso errori gravissimi, la cui documentazione è in rete (vedi), sostenendo di fatto l’ideologia del danno inevitabile, come denunciata negli ultimi scritti del compagno Michelangiolo Bolognini (vedi), per cui pretendono di imporci, in termini culturali, perfino le nocività manifeste.
Ritengo che a simili reazionari vada negata la possibilità di essere nostri interlocutori. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti.

Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto

Grosseto 17.2.2017

l’Agenzia Regioale di Sanità vorrebbe annullare lo studio epidemiologico del CNR

Video

Un anno fa a Firenze avevamo denunciato alcuni dei più grossi errori compiuti da ARS (Agenzia Regionale di Sanità) e dalla Giunta regionale toscana, quantificando gli ingenti danni sanitari conseguenti alle emissioni geotermiche dell’Enel in Amiata. Quegli errori sono serviti ad Enel di portare a termine una truffa legalizzata a danno delle finalità delle legislazioni che finanziano (con le nostre bollette energetiche)  le produzioni di energie pulite e non climalteranti. Si ascolti il seguente audio/video:

Dopo un anno, il 10 febbraio 2017, a Santa Fiora, l’ARS ci è venuta a raccontare che loro non ritengono più valido lo studio del CNR del 2010, che tale studio non merita di essere aggiornato, come da noi richiesto, ma che se ne farà un altro.
Questi dirigenti dell’ARS sono nominati dalla Giunta regionale ed è presumibile che rispondano a chi li ha nominati in quei posti di responsabilità. Per noi non meritano alcuna considerazione, come la Giunta regionale toscana.
Roberto Barocci

Geotermia e i troppi errori di Ars e Arpat

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L’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) e l’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente della Toscana (Arpat) vengono ritenute dal Consiglio regionale toscano  le fonti prioritarie di informazione/controllo sulla Geotermia in Amiata.

Questo in sintesi il contenuto dell’ultimo capoverso della risoluzione sulla Geotermia votata dal Consiglio regionale
SOS Geotermia aveva chiesto la nomina di una Commissione scientifica, composta da ricercatori e personalità di sicura competenza ed esperienza, con la presenza paritetica di membri indicati dai Comitati locali, per poter riferire al Consiglio regionale in merito alla sostenibilità sanitaria ed ambientale delle centrali flash in Amiata,  
Tale richiesta è giustificata dai seguenti errori compiuti da Ars/Arpat:

errore-1– nel 2010, sullo studio epidemiologico del CNR, affermano l’esistenza di un quadro sanitario «rassicurante» registrato nelle aree geotermiche, dott. Cipriani in “Studio in Sintesi” pag.25;

errore-2 – nel 2010, criticati, affermano che il +13% di mortalità registrato in Amiata dipende dagli «stili di vita», Comunicato Stampa martedì 28 dicembre 2010;

3 – nel 2012 in sede di Valutazione Impatto Ambientale per Bagnore 4:

 

errore-3.1– non riportano i dati sanitari fuori norma, i quali non avrebbero consentito l’autorizzazione alla emissione di altri inquinanti, anche se a norma, come testimonia l’opposizione dell’arch. Zita, subito rimosso dal suo incarico;

 

errore 3.2– non è più richiesta la valutazione cumulativa degli inquinanti, già segnalata come necessaria, sia da USL che ARPAT, ma poi dagli stessi dimenticata;

 

errore 3.3–  accreditano la tesi che le ricadute degli inquinanti sono solo in aree disabitate;

 

errore 3.4– non segnalano l’avvenuta manipolazione del parere sanitario, riportato dalla Regione nell’atto conclusivo;

errore 4- nel 2013 affermano che la normativa sulla VIA non consentirebbe di avere uno studio di impatto sulla salute ( registrazione dott.ssa Nuvolone del17 giugno 2013 al Comune di S.Fiora) ;

errore 5– nel 2013 le USL ottengono finanziamenti dalla Regione per studiare gli effetti di bacco, tabacco e venere nella popolazione dell’Amiata…

errore 6 – dal 2014 affermano che le cause dell’eccesso di mortalità non possono essere di origine ambientale, perché si registra solo negli uomini, quando una risposta diversa in funzione del sesso è documentata in moltissimi studi sull’inquinamento ambientale;

errore 7– negli ultimi anni l’Arpat smentisce i dati esistenti e attestanti l’aumento di concentrazione di Arsenico nelle sorgenti dell’Amiata. In precedenza ha prodotto uno studio che ha consentito la deroga ai limiti di legge per l’Arsenico nell’acqua potabile, ipotizzando una concentrazione naturale anomala, calcolata anche sui campioni di acqua prelevata a valle di discariche minerarie, già inquinate da attività minerarie e già inserite nei Piani ufficiali di bonifica;

errore 8 nel 2011 le emissioni geotermiche di Ammoniaca in Amiata non vengono considerate nella produzione toscana di particolato Pm 10 – Progetto Patos1. L’errore viene corretto nel 2015.

Potete aprire e consultare i documenti allegati a ciascun punto sopra elencato