Geotermia in Amiata. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti

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Hanno cercato in tutti i modi di nascondere la realtà, che emergeva dallo studio epidemiologico del CNR/2010, affermando che quei dati erano tranquillizzanti. Se per loro il + 13% di mortalità negli uomini è un dato tranquillizzante, c’è da allarmarsi!
Ma poi hanno nascosto tali dati, in sede di Valutazione di Impatto Ambientale per i nuovi impianti di Piancastagnaio e Bagnore 4, falsando il quadro sanitario, permettendo di aggiungere, con i nuovi impianti, altri inquinanti in un ambiente già assolutamente fuori norma.
Quando abbiamo iniziato a smentirli, utilizzando i numeri dello Studio CNR/2010, ci hanno perfino minacciato di denuncia per procurato allarme e l’Enel ci ha portato in Tribunale, chiedendo i danni. Nel mentre, in Amiata si continua a morire in eccesso: anche prepotenti…
Poi, hanno detto che quei dati dipendevano dagli stili di vita e, quando sono stati chiaramente smentiti da uno studio della stessa ARS, hanno affermato che poteva dipendere dagli stili di vita del passato. Ma i dati del passato minerario dicono che si viveva meglio in Amiata che nel resto della Toscana. Allora hanno incominciato ad inventarsi che erano inspiegabili le differenze di mortalità registrate tra i sessi, sapendo invece che tali differenze sono normali e documentate in molti studi epidemiologici relativi agli inquinanti ambientali, che fanno registrare una diversità di genere vedi , allora dall’allarme siamo passati all’indignazione. Non avevano più scusanti.

Oggi, che hanno perso le cause in Tribunale, ci vengono a dire che quello studio del 2010 del CNR non è più valido, che l’Allegato 6, dal titolo: “Risultati staticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari» non viene aggiornato, come da noi richiesto, perché avrebbe dati approssimati. Ma in sette anni di ulteriori aggiornamenti non hanno introdotto dati più affidabili.
Quello studio del CNR del 2010 dimostra la correlazione tra le mortalità crescenti, per molte patologie, al crescere delle concentrazioni di inquinanti emessi, anche dalle centrali geotermiche dell’Enel. Ma non viene dall’ARS sostituito con un uno più aggiornato.
Loro rimuovono i dirigenti apicali di Uffici Tecnici regionali che non si piegano ai loro voleri, come è successo all’arch. Zita (ascolta le sue parole
) o alla dott.ssa Sargentini (vedi). Come nel famigerato ventennio, piegano al loro volere tutti i tecnici subordinati. Vergogna!
Loro fanno finta di non vedere la decimazione della popolazione dell’Amiata, come nel ventennio fascista facevano finta di non vedere dove erano diretti i treni per Auschwitz.
Per loro il + 13% di morti è un dato rassicurante, come quando sostennero che i morti in guerra rafforzavano la razza.
Loro consapevolmente hanno commesso errori gravissimi, la cui documentazione è in rete (vedi), sostenendo di fatto l’ideologia del danno inevitabile, come denunciata negli ultimi scritti del compagno Michelangiolo Bolognini (vedi), per cui pretendono di imporci, in termini culturali, perfino le nocività manifeste.
Ritengo che a simili reazionari vada negata la possibilità di essere nostri interlocutori. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti.

Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto

Grosseto 17.2.2017

l’Agenzia Regioale di Sanità vorrebbe annullare lo studio epidemiologico del CNR

Video

Un anno fa a Firenze avevamo denunciato alcuni dei più grossi errori compiuti da ARS (Agenzia Regionale di Sanità) e dalla Giunta regionale toscana, quantificando gli ingenti danni sanitari conseguenti alle emissioni geotermiche dell’Enel in Amiata. Quegli errori sono serviti ad Enel di portare a termine una truffa legalizzata a danno delle finalità delle legislazioni che finanziano (con le nostre bollette energetiche)  le produzioni di energie pulite e non climalteranti. Si ascolti il seguente audio/video:

Dopo un anno, il 10 febbraio 2017, a Santa Fiora, l’ARS ci è venuta a raccontare che loro non ritengono più valido lo studio del CNR del 2010, che tale studio non merita di essere aggiornato, come da noi richiesto, ma che se ne farà un altro.
Questi dirigenti dell’ARS sono nominati dalla Giunta regionale ed è presumibile che rispondano a chi li ha nominati in quei posti di responsabilità. Per noi non meritano alcuna considerazione, come la Giunta regionale toscana.
Roberto Barocci

Geotermia e i troppi errori di Ars e Arpat

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L’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) e l’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente della Toscana (Arpat) vengono ritenute dal Consiglio regionale toscano  le fonti prioritarie di informazione/controllo sulla Geotermia in Amiata.

Questo in sintesi il contenuto dell’ultimo capoverso della risoluzione sulla Geotermia votata dal Consiglio regionale
SOS Geotermia aveva chiesto la nomina di una Commissione scientifica, composta da ricercatori e personalità di sicura competenza ed esperienza, con la presenza paritetica di membri indicati dai Comitati locali, per poter riferire al Consiglio regionale in merito alla sostenibilità sanitaria ed ambientale delle centrali flash in Amiata,  
Tale richiesta è giustificata dai seguenti errori compiuti da Ars/Arpat:

errore-1– nel 2010, sullo studio epidemiologico del CNR, affermano l’esistenza di un quadro sanitario «rassicurante» registrato nelle aree geotermiche, dott. Cipriani in “Studio in Sintesi” pag.25;

errore-2 – nel 2010, criticati, affermano che il +13% di mortalità registrato in Amiata dipende dagli «stili di vita», Comunicato Stampa martedì 28 dicembre 2010;

3 – nel 2012 in sede di Valutazione Impatto Ambientale per Bagnore 4:

 

errore-3.1– non riportano i dati sanitari fuori norma, i quali non avrebbero consentito l’autorizzazione alla emissione di altri inquinanti, anche se a norma, come testimonia l’opposizione dell’arch. Zita, subito rimosso dal suo incarico;

 

errore 3.2– non è più richiesta la valutazione cumulativa degli inquinanti, già segnalata come necessaria, sia da USL che ARPAT, ma poi dagli stessi dimenticata;

 

errore 3.3–  accreditano la tesi che le ricadute degli inquinanti sono solo in aree disabitate;

 

errore 3.4– non segnalano l’avvenuta manipolazione del parere sanitario, riportato dalla Regione nell’atto conclusivo;

errore 4- nel 2013 affermano che la normativa sulla VIA non consentirebbe di avere uno studio di impatto sulla salute ( registrazione dott.ssa Nuvolone del17 giugno 2013 al Comune di S.Fiora) ;

errore 5– nel 2013 le USL ottengono finanziamenti dalla Regione per studiare gli effetti di bacco, tabacco e venere nella popolazione dell’Amiata…

errore 6 – dal 2014 affermano che le cause dell’eccesso di mortalità non possono essere di origine ambientale, perché si registra solo negli uomini, quando una risposta diversa in funzione del sesso è documentata in moltissimi studi sull’inquinamento ambientale;

errore 7– negli ultimi anni l’Arpat smentisce i dati esistenti e attestanti l’aumento di concentrazione di Arsenico nelle sorgenti dell’Amiata. In precedenza ha prodotto uno studio che ha consentito la deroga ai limiti di legge per l’Arsenico nell’acqua potabile, ipotizzando una concentrazione naturale anomala, calcolata anche sui campioni di acqua prelevata a valle di discariche minerarie, già inquinate da attività minerarie e già inserite nei Piani ufficiali di bonifica;

errore 8 nel 2011 le emissioni geotermiche di Ammoniaca in Amiata non vengono considerate nella produzione toscana di particolato Pm 10 – Progetto Patos1. L’errore viene corretto nel 2015.

Potete aprire e consultare i documenti allegati a ciascun punto sopra elencato

Perchè le scelte errate non sono state rimosse?

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Noi avevamo pubblicato, anche in occasione di un Consiglio comunale “aperto”, a cui hanno assistito tutti i consiglieri, una lunga serie di errori tecnici, che avevamo definito “errori inspiegabili”, ma che nell’insieme andavano tutti a favorire interessi privati nella gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti urbani.

In sintesi erano scelte a favore dei gestori di impianti della filiera dell’incenerimento, una scelta politica inefficiente ed inefficace di tutta la classe dirigente del PD in provincia di Grosseto e in Toscana.  Avevamo dedotto dalla constatazione di tali errori che c’era  la necessità di denunciare le rendite-parassitarie-il-pd-e-le-societa-amiche

Leggiamo ora della richiesta della procura di Firenze di arresti domiciliari per l’ipotesi di reati gravi (corruzione e turbativa di asta), accolta dal Giudice delle Indagini Preliminari e di diversi indagati tra i vertici dell’ATO Toscana SUD e del Gestore SEI TOSCANA.

Ci interessa poco qual’è sarà l’esito di queste indagini. Potrebbero essere innocenti per un Giudice. L’importante non è se c’è stato un arresto, ma rimuovere le cause che hanno favorito queste scelte tecniche incomprensibili. arresti-a-corti