Sull’Autostrada, il TAR Lazio fa un po’ di luce

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La recente sentenza del Tar Lazio, che ordina alla SAT di presentare finalmente il Piano finanziario definitivo, dal quale si potrà stabilire quanto costerà allo Stato il progetto autostradale, conferma quanto poca trasparenza ha accompagnato finora la scelta affaristica di realizzare comunque l’autostrada tirrenica.
Luca Sani, il Presidente della Regione Conti e il Centrodestra, che finora avevano ripetutamente e in ogni occasione affermato che la SAT avrebbe realizzato l’autostrada a costo Zero per lo Stato, ora chiedono insistentemente contributi statali da concedere alla SAT, ma stranamente non hanno finora chiesto di prendere visione del Piano finanziario definitivo, che, per farlo depositare alla SAT, è dovuto intervenire il TAR Lazio.
Questa vicenda è significativa.
Abbiamo potuto scrivere che la SAT ha finora presentato Piani Economici Finanziari non veritieri perché nella Relazione Istruttoria del 16 dicembre 2008 del Ministero delle Infrastrutture, che presentò al CIPE la Proposta di approvazione del Progetto preliminare dell’autostrada è scritto a pag.4 che : “Il Concessionario ha sviluppato una ipotesi di piano economico finanziario di massima…, da cui risulta che il costo di costruzione dell’opera principale e delle opere compensative possa essere completamente a carico del Concessionario medesimo grazie ad una operazione di finanza di progetto.” Abbiamo poi letto nella Deliberazione del CIPE del 22.7.2010 che quel Piano non era veritiero, in quanto è scritto che:“ questo Comitato ha formulato prescrizioni…prevedendo, tra l’altro, la redazione di un nuovo piano economico-finanziario riportante un valore di subentro pressoché nullo.”
I documenti che la recente Ordinanza del TAR Lazio renderà finalmente accessibili, potranno consentire a tutti di verificare che l’autostrada non si ripaga se i residenti, che rappresentano il 70% del traffico, non pagheranno pedaggi esosi ed esorbitanti, già previsti dalla SAT e che tutta la manovra, concepita dalla SAT e & del costo ZERO per lo Stato, è servita solo per accantonare il progetto ANAS 2001 di adeguamento dell’Aurelia, senza pedaggio e senza rendite parassitarie per i privati. Dal 2005 quel progetto è stato accantonato solo ripetendo in tutte la sedi, che la SAT avrebbe realizzato l’autostrada a costo zero per lo Stato. Attendiamo risposte da chi ha sostenuto questa teoria e da chi oggi chiede contributi statali.

Roberto Barocci.
Forum Ambientalista Grosseto

Perchè la Ragioneria dello Stato ha bocciato il progetto Sat

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Comunicato Stampa

Fareste iniziare grossi lavori di ristrutturazione sulla vostra casa, senza conoscere un costo preventivo e senza sapere chi e come si pagheranno tali costi?

Questa domanda sembrerebbe superflua, oppure provocatoria. E invece è doverosa porla per capire cosa sia successo presso la Ragioneria dello Stato, che giustamente pone riserve sull’attuale Progetto preliminare dell’autostrada tirrenica e sull’avventurismo di quanti hanno fino ad oggi sostenuto una scelta affaristica, che neppure nelle repubbliche delle banane sarebbe concepibile. Si capirebbe invece che non esiste ad oggi un Piano economico e finanziario sostenibile e approvabile da quegli organi che debbono tutelare l’interesse pubblico.

Di sicuro gli On.li Sani e Matteoli, che sull’autostrada tirrenica parlano lo stesso linguaggio, non conoscono i documenti esistenti: dicono entrambi che l’autostrada la deve fare la Sat; dicono che è a costo zero per lo Stato, che sarebbe gravissimo se al termine della concessione con la Sat ci fosse un costo esorbitante a carico dello Stato. Con queste dichiarazioni entrambi o mentono, oppure non conoscono quali siano le condizioni poste nel Progetto Preliminare, approvato dal CIPE e quali siano gli unici studi finanziari di analisi Costi/Benefici, studi prodotti dai prof. di Economia dei Trasporti, Andrea Boitani e Marco Ponti del Politecnico e Cattolica di Milano. Forse siedono entrambi nel Parlamento proprio perché non sanno o fingono di non conoscere i conteggi che sono stati prodotti e hanno applaudito all’inizio dei lavori, senza che la Corte dei Conti abbia approvato il Piano finanziario, ancora inesistente, come invece previsto dalla legge.

E’ scritto a pag.23 della Proposta di approvazione del Progetto preliminare, presentato dal Ministero delle Infrastrutture il 16.12.2008, poi approvato dal CIPE, che: “I presupposti per consentire il rimborso del debito (che la Sat farà per sostenere i costi dell’opera) e quello del capitale di rischio con interessi sono legati sostanzialmente all’accollo al Concessionario subentrante (lo Stato) alla scadenza della concessione (2046) dell’investimento non ammortizzato, comprensivo degli oneri finanziari capitalizzati.”

Dall’unico studio finanziario finora realizzato, come detto sopra, da docenti di Economia dei Trasporti, emerge che il progetto autostradale, al tasso di sconto del 4,5%, faceva registrare una perdita netta di 328 milioni di euro, attualizzando le entrate dai pedaggi e i costi al 2004. Questo quando il costo dell’opera era allora valutato 2,20 miliardi di euro. Oggi tale costo è lievitato a 3,5 miliardi e quindi le perdite sono in crescita.

La Ragioneria dello Stato ha pertanto calcolato che una perdita oggi valutata in molte centinaia di milioni di euro, riportata con gli interessi al 2046, graverà per 3,7 miliardi di euro sullo Stato, subentrante alla Sat a fine concessione, come previsto. Di cosa si meravigliano gli On. Sani e Matteoli? Dell’esistenza della matematica finanziaria?

I lettori devono invece sapere che gli stessi studi finanziari di analisi Costi/Benefici documentavano che la soluzione alternativa, il progetto Anas, che prevedeva la messa in sicurezza dell’Aurelia sulla sede attuale con 25 metri di larghezza, anziché una perdita, realizzava par la collettività un vantaggio di 250 milioni di euro.

I lettori devono sapere che i giovani laureandi ingegneri del Politecnico di Milano studiano oggi l’esempio dell’Autostrada tirrenica, quale esempio della non applicazione di strumenti di analisi liberisti e del conseguente sperpero di risorse pubbliche, che avviene in Toscana oggi e non in una repubblica delle banane degli anni ‘50.

Roberto Barocci

Forum Ambientalista