Prima Sentenza in nome del popolo italiano…

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La Sentenza del Consiglio di Stato n°505/2019 ci ha dato ragione: l’inceneritore di Scarlino non è a norma e sono state annullate per la quinta volta le autorizzazioni al suo funzionamento, a dimostrazione della legalità praticata dalla Giunta regionale del presidente Rossi.

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Sintesi di quanto pubblicato dall’ing. Rabitti sulla sua pagina facebook il 6 settembre 2018

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Sulla sua pagina facebook, l’ing.Paolo Rabitti ha pubblicato nuove considerazioni sulla delibera regionale che concede l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) all’inceneritore di Scarlino nonostante sia fuori legge, come da relazioni del CNR di Napoli e dei Consulenti del Giudice Civile di Grosseto nell’ambito della c.d. Class Action.

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Inceneritore di Scarlino: “In nome del popolo italiano…”

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La vicenda dell’inceneritore di Scarlino è giunta alla fine. Il popolo di Follonica/Scarlino  è sceso diverse volte in piazza per chiederlo  e lo farà ancora…Ma non sarà più solo, ne sono certo: tra qualche settimana, o al massimo tra qualche mese, qualche Magistrato, “In nome del popolo italiano…” chiuderà quell’impianto, perché ha incenerito rifiuti in violazione di leggi.

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Geotermia: misuriamoci sui risultati non sulle autocelebrazioni

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In questi ultimi mesi abbiamo registrato fatti importanti che stanno incrinando il quadro granitico che i nostri avversari avevano sapientemente costruito a difesa della geotermia elettrica sia ad alta, che media entalpia.
Come ha scritto la Rete NoGesi “Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili”.
Ciò nonostante, registriamo contro SOS Geotermia interventi sorprendentemente astiosi, infantili quanto dannosi, perché anziché indebolire i nostri avversari, li rafforzano. Sono interventi fatti da persone che si dichiarano contrari a qualunque tipo di impianto geotermico, anche alle pompe di calore realizzate in assenza di falde idro potabili, ma, compiacendosi solo della loro dichiarata radicalità, hanno ampiamente dimostrato la incapacità di aggregare consensi, di far crescere la mobilitazione, di ottenere risultati tangibili.

A noi appare normale che su temi tecnici molto specifici, difficili da conoscere e valutare, possano esserci opinioni diverse, ma se su aspetti marginali, rispetto alle mega centrali flash, si conducono critiche diffamatorie e allusive, volte a sollevare dubbi sulla nostra onestà, allora preferiamo misurarci sui risultati ottenuti.
Pertanto, dedico questi risultati ottenuti anche alla mediocrità dei nostri detrattori, invitandoli a misurarsi con noi non con le parole, troppo facili da esprimere per costruirsi una comoda radicalità, ma con i loro risultati sui seguenti punti:

1 – sulla mobilitazione dei cittadini: abbiamo partecipato a tante iniziative organizzate da diversi Comitati e Organizzazioni in molti paesi toscani, dalla Val di Cecina all’Orvietano, ma solo in Amiata e sull’Alfina, assieme a SOS Geotermia e No Gesi si sono mobilitati tanti manifestanti. I nostri risultati, concreti anche se ancora non risolutivi, sono dovuti al lavoro di tante persone attive e della vitalità nella nostra informazione, dimostrata dal nostro sito, dove vengono comunicate le tante iniziative

Manifestazione a Piancastagnaio dell’11.11.2017;

2- sul quadro normativo: in Parlamento europeo, con gli emendamenti di Tamburrano, contrastati dal PD e votati dal M5S e Sinistra Italiana, a cui SOS Geotermia ha fornito ampia documentazione, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente . Lo stesso risultato lo abbiamo ottenuto nel Parlamento italiano con la famosa Risoluzione delle Commissioni Ambiente e Attività produttive;

3- sul piano giudiziario: Enel Green Power è di nuovo perdente in Tribunale, stavolta come indagata dalla Procura e dal Giudice penale di Grosseto, su esposti firmati dal Forum Ambientalista e da SOS Geotermia, dovendo rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata. Scontrarsi con Enel nei Tribunali e vincere le cause, come è già accaduto con il compagno Pino di SOS Geotermia, è una testimonianza oggettiva di una radicalità che non si ammanta solo di parole o che si limita ad inoltrare semplici diffide;

4- sul quadro politico: il Presidente della Regione Toscana Rossi è stato costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia “senza se e senza ma”, riconoscendo che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l’Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita»;

5- sul quadro amministrativo: SOS Geotermia, assieme a NoGesi, ha promosso in Consiglio regionale l’esigenza di definire le Aree Non Idonee allo sfruttamento geotermico. Per la prima volta la materia è ritornata ai cittadini e in molti Consigli comunali della Toscana si è discusso degli aspetti negativi della Geotermia, aprendo contraddizioni tra i nostri avversari: diversi Comuni hanno dovuto accogliere la pressione dei Comitati locali e dichiarare la indisponibilità di tutto il territorio comunale a ricevere impianti geotermici. I Comuni che hanno inviate le proposte in Regione sono stati in totale 51 e tale percorso porterà alla modifica del Piano ambientale ed energetico regionale, che dovrà formalizzare le aree non idonee all’attività geotermoelettrica e all’aumento delle contraddizioni, tant’è che Rossi si svela, pensando di risolvere il problema chiedendo più soldi all’Enel per tacitare sindaci e territori .

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista Grosseto,
aderente a SOS Geotermia e NO Gesi

Geotermia in Amiata. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti

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Hanno cercato in tutti i modi di nascondere la realtà, che emergeva dallo studio epidemiologico del CNR/2010, affermando che quei dati erano tranquillizzanti. Se per loro il + 13% di mortalità negli uomini è un dato tranquillizzante, c’è da allarmarsi!
Ma poi hanno nascosto tali dati, in sede di Valutazione di Impatto Ambientale per i nuovi impianti di Piancastagnaio e Bagnore 4, falsando il quadro sanitario, permettendo di aggiungere, con i nuovi impianti, altri inquinanti in un ambiente già assolutamente fuori norma.
Quando abbiamo iniziato a smentirli, utilizzando i numeri dello Studio CNR/2010, ci hanno perfino minacciato di denuncia per procurato allarme e l’Enel ci ha portato in Tribunale, chiedendo i danni. Nel mentre, in Amiata si continua a morire in eccesso: anche prepotenti…
Poi, hanno detto che quei dati dipendevano dagli stili di vita e, quando sono stati chiaramente smentiti da uno studio della stessa ARS, hanno affermato che poteva dipendere dagli stili di vita del passato. Ma i dati del passato minerario dicono che si viveva meglio in Amiata che nel resto della Toscana. Allora hanno incominciato ad inventarsi che erano inspiegabili le differenze di mortalità registrate tra i sessi, sapendo invece che tali differenze sono normali e documentate in molti studi epidemiologici relativi agli inquinanti ambientali, che fanno registrare una diversità di genere vedi , allora dall’allarme siamo passati all’indignazione. Non avevano più scusanti.

Oggi, che hanno perso le cause in Tribunale, ci vengono a dire che quello studio del 2010 del CNR non è più valido, che l’Allegato 6, dal titolo: “Risultati staticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari» non viene aggiornato, come da noi richiesto, perché avrebbe dati approssimati. Ma in sette anni di ulteriori aggiornamenti non hanno introdotto dati più affidabili.
Quello studio del CNR del 2010 dimostra la correlazione tra le mortalità crescenti, per molte patologie, al crescere delle concentrazioni di inquinanti emessi, anche dalle centrali geotermiche dell’Enel. Ma non viene dall’ARS sostituito con un uno più aggiornato.
Loro rimuovono i dirigenti apicali di Uffici Tecnici regionali che non si piegano ai loro voleri, come è successo all’arch. Zita (ascolta le sue parole
) o alla dott.ssa Sargentini (vedi). Come nel famigerato ventennio, piegano al loro volere tutti i tecnici subordinati. Vergogna!
Loro fanno finta di non vedere la decimazione della popolazione dell’Amiata, come nel ventennio fascista facevano finta di non vedere dove erano diretti i treni per Auschwitz.
Per loro il + 13% di morti è un dato rassicurante, come quando sostennero che i morti in guerra rafforzavano la razza.
Loro consapevolmente hanno commesso errori gravissimi, la cui documentazione è in rete (vedi), sostenendo di fatto l’ideologia del danno inevitabile, come denunciata negli ultimi scritti del compagno Michelangiolo Bolognini (vedi), per cui pretendono di imporci, in termini culturali, perfino le nocività manifeste.
Ritengo che a simili reazionari vada negata la possibilità di essere nostri interlocutori. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti.

Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto

Grosseto 17.2.2017