Il tema della Geotermia insostenibile portato alla Camera

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Il 5 marzo scorso SOS Geotermia ha portato in Parlamento con una Conferenza Stampa, presso la Camera die deputati, il tema che in Amiata la geotermia non è fonte di energia pulita, né rinnovabile.5 marzo

http://webtv.camera.it/evento/5780

Grazie alla condivisione degli Onorevoli Zaccagnini, Zolezzi ed altri firmatari è stata presentata un’interrogaione al Governo e si è svolto un Convegno sul tema, a cui hanno partecipato ricercatori e scienziati, che non hanno ricevuto incarichi nè da ENEL, nè dalla Regione Toscana, un’associazione che si è dimostrata  molto pericolosa per la salute degli amiatini, come di seguito dimostriamo.

I dati  certificati da Arpat e da prestigiosi docenti universitari con incarichi governativi di prestigio in sede UE, circa le emissioni geotermiche in Amiata di alcuni cancerogeni, dicono che tale forma di produzione di elelttricità è sicuramente più inquinante di quella prodotta dal gas metano e per alcuni inquinanti, tra cui la CO2, è più clima alterante delle centrali a carbone (doc.1).

GENERALIZZARE  sulla sostenibilità della geotermia è una assurdità scientifica dal momento che le emissioni in atmosfera variano da zona a zona, ovviamente in funzione della natura geochimica dei minerali coinvolti dalle altissime temperature dei vapori geotrmici portati in atmosfera. A nessuna persona onesta e di buon senso verrebbe in mente di incrementare  la produzione di elettricità da tale fonte energetica in Amiata con contributi pubblicici, quando sono certificate le emissioni registrate. Invece la Giunta regionale toscana la pensa diversamente, nonostante che sia consapevole che le emissioni autorizzate non tutelano la salute pubblica. E’ infatti scritto nella Delibera Delibera della Regione Toscana  n. 344/210 – Approvazione criteri direttivi per il contenimento delle emissioni in atmosfera delle centrali geotermoelettriche – punto 4.1- che :
“Relativamente ai valori di emissione è da premettere che tali valori non costituiscono riferimenti per la tutela sanitaria, ma sono limiti stabiliti sulla base delle migliori “tecniche disponibili” e in relazione alle caratteristiche dei fluidi geotemici”. Se i fluidi geotermici sono molto avvelenati, come quelli dell’Amiata, pazienza… questa è la cultura del PD toscano!

L’indagine epidemiologica condotta a cura dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) sui Comuni sede di impianti geotermici ha evidenziato sull’Amiata una grave situazione sanitaria.
I comuni in esame sono stati raggruppati in due aree distinte: la prima a nord, dove si trovano le centrali geotermiche più antiche, da Larderello a Radicondoli; la seconda a sud nell’Amiata. Come valori normali di riferimento sono stati presi quelli dell’intera popolazione residente in Toscana, che è sufficientemente ampia e per lo più concentrata a nord della regione, lontano dalle zone geotermiche. Inoltre i dati sanitari riscontrati nei Comuni sede di impianto sono stati confrontati anche con quelli relativi all’area limitrofa di riferimento locale, comprendente i comuni collocati entro il raggio di 50 km dalle centrali, aventi caratteristiche socio economiche simili a quelli sede di impianti. Il confronto con i dati relativi all’area locale è risultato importante per evidenziare, qualora esistessero, i condizionamenti diversi dall’ambiente specifico dei comuni sede di impianti geotermici, ma legati a fattori di carattere socio-economico in grado di confondere i risultati.
L’analisi dei dati forniti dal suddetto studio sull’inquinamento di aria, acqua e suolo, rilevati nelle due aree geotermiche, ha messo in evidenza diversità importanti per la quantità e qualità degli inquinanti rilasciati dalle centrali in atmosfera, in particolare mercurio, boro, arsenico, ammoniaca, radon e acido solfidrico, dovuti alla diversa natura dei minerali presenti nella litosfera. Altri inquinamenti diversi risultano provenire da precedenti attività minerarie e da siti ancora da bonificare presenti in Amiata. Lo studio, per gran parte degli effetti sanitari, tiene correttamente ben separate le due aree geotermiche, mettendo in evidenza i risultati per zona e per popolazioni esposte, segnalando sostanziali diversità tra uomo e donna e per area geografica.
A pag.162, Paragrafo 6.2 :“Considerazioni sui risultati delle analisi della mortalità”, analizzando i dati dell’insieme delle due diverse aree geotermiche della Toscana e anche delle singole due sub aree separate, si legge : “Negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia a quello regionale. Inoltre, emergono eccessi per le malattie respiratorie e tra queste per la pneumoconiosi, per le malattie infettive e tra queste per la tubercolosi. Nelle donne non emergono eccessi statisticamente significativi ad eccezione della cirrosi epatica… Considerando il differenziale geografico Nord-Sud è possibile osservare che la mortalità nelle due sub aree è ben diversificata… nell’area Sud (Amiata n.d.s.) la mortalità generale e per il complesso dei tumori risulta in eccesso negli uomini…”
Dall’analisi dei dati disaggregati, a pag.82, emerge che nei maschi residenti nei comuni geotermici dell’area dell’Amiata si registra un eccesso statisticamente significativo della mortalità per tutte le cause del 13%.
L’eccesso di mortalità nell’area Sud, per i maschi e per tutte le cause di morte, è molto simile sia rispetto all’area di riferimento locale (+ 13,1%), scelta sulla base di caratteri di omogeneità socio economica, sia rispetto all’intera regione toscana (+ 13,7%). Tutto ciò significa che sull’Amiata le condizioni ambientali locali incidono negativamente sulla salute ed esclude che le condizioni socio economiche abbiano influenza significativa sull’eccesso di mortalità registrata.
Per tutti i tumori, a pag. 89 dello Studio, sono segnalati eccessi, circa il +30%, statisticamente significativi in tre paesi: Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Arcidosso.

Il dott. Valerio Gennaro, epidemiologo dell’Istituto Tumori di Genova all’ultimo Congresso nazionale di Epidemiologia, ha evidenziato come l’Allegato 6 allo Studio dell’ARS  individui ben 54 relazioni, statisticamente significative, tra incrementi di malattie nei comuni geotermici e concentrazioni crescenti nell’ambiente di Arsenico, Mercurio, Acido solfidrico….cioè degli stessi inquinanti prodotti in maniera consistente anche dalle centrali geotermiche.

 

doc.1- Riccardo Basosi e Mirko Bravi pubblicato sul “Journal of cleaner production” (Marzo 2014): “L’impatto ambientale della produzione elettrica da selezionate centrali geotermiche in Italia”.I due ricercatori prendono in esame in particolare il CO2 (anidride carbonica), l’acido solfidrico (H2S) e l’ammoniaca (NH3), inquinanti con pesanti ripercussioni sulla qualità dell’aria e sull’acidificazione dei suoli. Fanno rilevare che il CO2, insieme ad altre sostanze climalteranti come il metano, sono presenti nelle emissioni delle centrali dell’Amiata in quantità enormi, tanto che il Potenziale di Riscaldamento Globale è quasi simile a quello di una centrale a carbone. Enormi sono anche le quantità di acido solfidrico e di ammoniaca che, nell’area geotermica di Bagnore, raggiunge valori eccezionali non riscontrabili in nessun’altra area geotermica. Il Potenziale di Acidificazione delle centrali dell’Amiata è 2,2 volte superiore a quello di una centrale a carbone e 4,3 volte nell’area di Bagnore; in quest’area inoltre è 35,6 volte superiore a quello di una centrale a gas.