Sull’Arsenico nelle fonti del Fiora

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Ceroni ha affermato che SOS Geotermia avrebbe diffuso notizie dai contenuti “diffamatori e allarmistici”, in particolare che l’Acquedotto del Fiora avrebbe distribuito acqua con valori di Arsenico “superiori a quelli consentiti dal decreto legislativo 31 del 2001” e minaccia querele, come fanno spesso coloro che non sopportano l’esercizio della critica.

Comunicato stampa in risposta al Presidente dell’Acquedotto del Fiora

Ceroni ha affermato che SOS Geotermia avrebbe diffuso notizie dai contenuti “diffamatori e allarmistici”, in particolare che l’Acquedotto del Fiora avrebbe distribuito acqua con valori di Arsenico “superiori a quelli consentiti dal decreto legislativo 31 del 2001” e minaccia querele, come fanno spesso coloro che non sopportano l’esercizio della critica.
Ceroni sbaglia per diversi motivi. Intanto quanto ha affermato non risponde al vero e per verificarlo basta andare nel sito del coordinamento SOS Geotermia, dove sono raccolti tutti i comunicati stampa e gli interventi, per rendersi conto che non abbiamo mai sostenuto che l’Acquedotto del Fiora ha distribuito acqua al di fuori dei limiti consentiti. Abbiamo detto cose diverse. Ad esempio, che le deroghe alla norma praticate nel decennio trascorso, interrotte solo nel 2011 dalla Commissione Europea perché scandalose, con le quali la Regione Toscana ha ottenuto dal Ministero della Sanità di poter autorizzare il gestore a distribuire acque con contenuto di Arsenico diverse volte superiore a quei limiti, non erano correttamente giustificate, mancando gli interventi per rimuovere le cause di inquinamento e non avendo informato i cittadini dei rischi che correvano nel bere quelle acque. Su queste omissioni fanno fede e testimonianza le interrogazioni presentate da Consiglieri regionali e provinciali, discusse nelle sedi istituzionali, di cui Ceroni non può fingere di non sapere. Se non le ricorda, le può ritrovare facilmente e vedrà che abbiamo ragione.
Noi del Forum Ambientalista, che aderisce a SOS Geotermia, abbiamo documentato di recente altro e forse è quello che abbiamo documentato a disturbare molto il signor Ceroni. Intanto abbiamo denunciato attraverso molti documenti della locale USL e Arpat che non è vero che l’Arsenico ai limiti di legge, cioè con valori vicino ai 10 microgrammi/litro, sia sempre stato presente nelle sorgenti dell’Amiata. Ragion per cui Ceroni ha sbagliato a sostenere che l’Arsenico nelle concentrazioni registrate nelle sorgenti dell’Amiata è frutto di un fenomeno naturale. Diciamo questo anche sulla base di una lettera che abbiamo reso pubblica sabato scorso a Castel del Piano, scritta dal precedente Presidente dell’Acquedotto del Fiora, Rossano Teglielli, il quale, rispondendo ad una richiesta formale di documenti, riferiva fatti importantissimi. Per prima cosa riferiva della crescita dell’Arsenico registrata solo negli ultimi anni nelle fonti del Fiora, poi riferiva che non corrispondeva al vero quanto scritto in Delibera dalla Regione Toscana, circa l’esistenza di studi di natura idrogeologica che avrebbero dimostrato la naturalità dell’Arsenico nelle fonti del Fiora. Questo è il punto dolente. La nostra Associazione ha chiesto tali studi ma non li ha potuti ancora vedere. Se Ceroni li ha, li renda pubblici.
Il motivo probabile di questo scontro dialettico, per cui abbiamo persino dovuto sopportare l’accusa di “terrorismo” da un segretario del Pd è che il Pd non vuole rimuovere le cause del probabile peggioramento della qualità delle acque dell’Amiata, perché altrimenti dovrebbe stabilire chi ha diritto ad utilizzarle: i cittadini per uso potabile e artigianale o l’Enel per i suoi profitti.

Roberto Barocci
Forum Ambientalista Grosseto,
aderente a Sos Geotermia.

Aumento del 13% della mortalità in Amiata

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Il quotidiano on line Maremma News del 05-12-2011 riporta un mio intervento in merito alla vicenda della geotermia e delle sue conseguenze sulla salute.

Aumento del 13% della mortalità in Amiata: Barocci spiega perché

Roberto Barocci, del Forum Ambientalista di Grosseto, rende nota una comunicazione, uno studio epidemiologico, riportata dalla stampa nazionale. “E’ successo esattamente lo stesso in Toscana, quando la Giunta Regionale ha commentato lo Studio Epidemiologico commissionato da ARS sulla Geotermia in Amiata: l’eccesso statisticamente significativo di mortalità (+13%), collegato a diversi inquinanti emessi anche dalle centrali montane, sono diventati per la Giunta Toscana risultati tranquillizzanti” sostiene Barocci.

Ecco il comunicato riportato dalle testate nazionali: “Sono stati presentati ieri a Bologna i risultati definitivi dello studio Moniter, studio avviato nel 2007 dalla Regione Emilia Romagna per indagare gli effetti sull’ambiente e sulla salute nelle popolazioni residenti in prossimità degli 8 inceneritori presenti sul territorio regionale.

Tali risultati , in particolare l’incremento dei linfomi non Hodgkin nella coorte di Modena, appaiono come segnali di allarme circa l’esistenza di ricadute negative per la salute nelle popolazioni esposte alle emissioni di questi impianti ed appaiono coerenti con altre segnalazioni emerse dalla letteratura. Abbiamo infatti appreso che ai rischi già segnalati di “piccoli per età gestazionale ” ( ovvero di neonati di peso inferiore alla nascita di quanto ci si sarebbe aspettato) e di “nascite pretermine”, si aggiunge anche un “andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei in relazione ai livelli di esposizione”, un “andamento crescente con l’esposizione a carico della totalità delle malformazioni”.

Inoltre la “mortalità per tumore a fegato e pancreas nei maschi è significativamente associata nel livello di esposizione più elevato” e si registrano inoltre incrementi anche di incidenza per tumore al pancreas nei maschi e, nella coorte di Modena più a lungo indagata, incrementi per tumore al polmone nei maschi, tumore al colon, ovaio ed endometrio nelle femmine e linfomi non Hodgkin in entrambi i sessi.

Segnaliamo chetali rischi, visti i tempi di latenza delle patologie tumorali, potrebbero non essersi ancora manifestati in maniera totale nelle altre coorti che non risultano altrettanto indagate come quella di Modena per quanto attiene l’esposizione temporale. Inoltre non ci sembra che siano stati indagati effetti a breve termine, in particolare nei bambini,quali i ricoveri per patologie respiratorie e cardiache, indicatori eccellenti di danni immediati alla salute umana e ‘premonitori’ dei danni a più lungo termine.

Ricordiamo che un recente studio condotto a Seoul su 4 inceneritori che rispettano i limiti emissivi ha valutato – per soli 4 inquinanti ( PM10, NOx, SO2, CO) – un carico complessivo di morti e malati di ben 297/persone anno! Se poi si tiene conto che in letteratura gli studi che hanno prodotto i risultati più significativi hanno indagato popolazioni residenti entro 10 km e sono stati condotti su decine di impianti (nel Moniter indagati 8 impianti per un raggio di 4 km ciascuno), le nostre preoccupazioni non possono che aumentare. Spiace inoltre constatare che nello studio Moniter, costato 3 milioni e 400 mila euro e che ha previsto sofisticate indagini ambientali, la ricerca della diossine sia stata fatta nel particolato aereo e non in polli o altri matrici viventi dove effettivamente questi inquinanti si accumulano come esami autonomamente condotti a Forlì hanno evidenziato.

Non può quindi che destare profondo sconcerto la rassicurazione a pieno campo operata dai decisori politici con il comunicato stampa emesso dalla Giunta Regionale che letteralmente recita: ” l’indagine epidemiologica condotta nell’ambito di Moniter non mostra un incremento del rischio nè per patologie tumorali, nè per la mortalità in generale.

Rimane solo la conferma di un aumento delle nascite pre termine….Anche questo dato rimane tuttavia entro la media regionale e non è correlato a nessun aumento di rischio per la salute dei neonati”.
A nostro avviso , ma evidentemente anche per il Presidente del Comitato Scientifico che ha invitato a ritirare il comunicato suddetto, i risultati di Moniter sono quanto meno segnali da non sottovalutare, tanto più che viviamo nella Pianura Padana, una delle aree più inquinate del pianeta. Pertanto, in accordo con i colleghi di Seoul, non possiamo che ribadire che:” nessun ulteriore aggravio per la salute umana proveniente dall’incenerimento dei rifiuti può essere considerato accettabile”.

La soluzione per i collegamenti a sud di Grosseto è la messa in sicurezza dell’Aurelia

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Riporto per intero l’intervista pubblicata rilasciata a La Nazione sul tema del tracciato autostradale a sud di Grosseto e pubblicata nella cronaca locale del 2011-10-30.

«Aurelia in sicurezza E’ l’unica soluzione»
«Il progetto Sat troppo costoso»

La soluzione migliore per una viabilità più efficiente? «Mettere in sicurezza l’Aurelia».

Roberto Barocci  del Forum ambientalista nazionale e di Rete ambiente Grosseto interviene nel dibattito sul tracciato autostradale.

Un dibattito che, giorno dopo giorno, si arricchisce di nuove posizioni, rafforzando la schiera di coloro che si dichiarano contro il progetto presentato dalla Sat. Barocci — illustrando il pensiero condiviso da Rete ambiente Grosseto — ribadisce con forza un concetto difeso e sostenuto con convinzione nel corso degli anni:
«Un’analisi costi-benefici avrebbe screditato il progetto della Sat a favore della messa in sicurezza dell’Aurelia»
.

Cosa pensa del progetto presentato dalla Sat?
«Rete ambiente Grosseto ha da sempre sostenuto che l’autostrada fosse la soluzione meno vantaggiosa sia per il territorio che per la popolazione. Con la realizzazione dell’infrastruttura ci sarebbero solo danni. Prima di tutto l’autostrada taglierebbe in due il territorio a discapito del patrimonio naturalistico della nostra area. Inoltre l’opera viaria metterebbe a repentaglio il futuro di molte aziende e tanti dipendenti, probabilmente, perderebbero il lavoro. E a tutto questo si aggiungerebbe il problema del pagamento del pedaggio».

Su cosa si basa questa posizione contraria?
«Riteniamo che le scelte dovrebbero scatutire da un’analisi costi-benefici. Nel caso dell’autostrada tirrenica, invece, non sono mai state effettuate analisi simili. Rete ambiente Grosseto ritiene che ci siano altri interessi da tutelare e non certamente quelli pubblici».

In che senso?
«La Rete basa la propria posizione su analisi costi-benefici prodotte dai docenti di Economia dei trasporti, Andrea Boitani e Marco Ponti, del Politecnico e Cattolica di Milano. E da questi studi emerge che il progetto autostradale sia quello meno vantaggioso, mentre la messa in sicurezza dell’Aurelia consente un percorso veloce, sicuro e gratuito».

Quale potrebbe essere un progetto alternativo?
«La Rete ha sempre sostenuto che l’ipotesi migliore fosse quella proposta dall’Anas nel 2001: un progetto che prevedeva la messa in sicurezza dell’Aurelia, con pochi espropri e senza alcun pedaggio da pagare. E ancora oggi riteniamo che sia fondamentale intervenire lungo la Statale nel tratto a Sud di Grosseto, così come è stato fatto a Nord del capoluogo maremmano».

Maria Brigida Langellotti

La salute rubata: la Toscana e il caso Amiata

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“Dopo l’aria e l’acqua, la salute rubata: la Toscana e il caso Amiata concorrono al crollo dell’aspettativa di vita in salute. I Comitati replicano al governatore della Toscana Rossi in nome della democrazia e della verità logica, negate dalla Giunta Toscana.”

Conferenza Stampa lunedì 23 maggio, ore 11,30 Firenze, bar Giubbe Rosse, piazza della Repubblica

Contenuti degli interventi:

  • Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa, Giunta esecutiva dell’ISDE-Italia:

… E’ chiaro a tutti che nel nostro paese a partire dal 2003 vi è un crollo dell’aspettativa di vita in salute: la vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente come, tra l’altro, non aveva mai fatto prima… i dati sono prodotti dalla Commissione Europea per la Salute, vedi in allegato 1 e grafici tratti da: http://ec.europa.eu/

Recentemente la stampa nazionale ha riportato la notizia (vedi allegato 2)… ma per invertire la rotta e risalire la china si deve investire risorse nella Prevenzione Primaria, per ridurre l’esposizione delle popolazioni agli agenti inquinanti e difendere l’informazione rigorosa, indipendente, scientificamente corretta sui rischi ambientali.

  • Dott. Michelangiolo Bolognini- medico igienista, Medicina Democratica:

In Toscana la Prevenzione Primaria è carente…”mai la Regione Toscana ha barattato la salute dei cittadini con gli aspetti economici”…( dichiarazione dell’assessore all’Ambiente Bramerini del 14/1/2011 rispondendo, con l’assessore al Diritto alla salute Scaramuccia, ad alcune affermazioni critiche). Facciamo un esempio concreto, molto collegato all’Amiata: la Regione Toscana a partire dal 2003, si è avvalsa del regime di deroga per innalzare le soglie ammissibili di arsenico nelle acque potabili, per esempio col decreto dirigenziale di proroga n. 1180 del 16.03.2007, da 10 a 20 µg/l per I Comuni di Arcidosso e Casteldelpiano e da 10 a 30 µg/l per I Comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio. Anche nell’ultimo D.M.Salute del 24 novembre 2010 si approvano le deroghe richieste dalla Regione Toscana per arsenico nelle acque potabili da 10 a 20 µg/l per I comuni di Foiano e
Marciano della Chiana….Già la presenza di 10 µg/l di As significa incrementi certi di tumori maligni nella specie umana. Andare oltre i 10 µg/l vuol dire incrementare ulteriormente questi danni, anche andando
oltre il “limite di compromesso” fissato dalla norma. L’eliminazione o almeno la riduzione spinta dell’arsenico dall’acqua è tecnicamente fattibile anche se economicamente costosa….

Certi inquinanti, sempre più ubiquitari: gli “endocrine distruptor”, vari metalli presenti nel particolato ultrafine come il mercurio o l’arsenico, le nanoparticelle ecc.interagiscono direttamente con il patrimonio genetico, alterandone la sua funzionalità, anche in modo permanente ed addirittura con la capacità di trasmettere le alterazioni nelle generazioni successive.(vedi in all.3 la crescita dei tumori infantili in Italia) -Prevenire, promuovere e salvaguardare non significa contare i morti o i malati, o anche, sempre solo a volte,
misurare i cancerogeni o altre sostanze nocive che si fanno tranquillamente incrementare nell’ambiente; significa impedire, quando sia possibile e fattibile, che fattori, riconosciuti essere nocivi, possano fare danno.

  • Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto:

la risposta di Rossi, con la quale il Governatore nega la validità di tutti i temi presenti nella Diffida presentata dai Comitati, asserendo la mancanza certa di relazione tra i danni alla salute e la geotermia (all.4,a), nega validità a leggi universali della logica, riconosciute sempre vere da Aristotele ad oggi. Infatti, essendo da tutti riconosciuta come vera la relazione statisticamente significativa tra l’aumento notevole di malattie e mortalità (+13%) registrata tra i residenti dell’Amiata, in funzione di concentrazioni crescenti di arsenico, mercurio, acido solfidrico… (vedi tabelle di sintesi dello studio ARS in all.4,b)…Essendo poi ritenuta ancora come vera, documentata e certificata, l’esistenza di emissioni di arsenico, mercurio, acido solfidrico…dalle centrali geotermiche dell’Amiata (vedi tabelle in allegato 5), per la legge transitiva della logica, se le due precedenti affermazioni sono vere, allora è anche vera la conclusione: che l’incremento della mortalità registrata sull’Amiata è dovuto anche alle emissioni delle centrali geotermiche. Su questa verità non ci possono essere dubbi. Viceversa la Giunta della Regione Toscana in sostanza
smentisce tutte le leggi riconosciute valide dalla scienza matematica e statistica e, consapevolmente, ha finora omesso di applicare le norme in merito alla VIA, le quali obbligano di fare una preventiva valutazione cumulativa di tutte le emissioni di inquinanti, verificando se nuove emissioni sono sopportabili in termini di salute dei residenti. Violare le leggi in materia di difesa della salute è violare la Costituzione e la democrazia.

  • Alvaro Gori, Presidente del Comitato Ambiente Amiata:

la frazione aerodispersa è composta prevalentemente dai gas incondensabili presenti nei fluidi geotermici ed anche se essi costituiscono solo una piccola quota del vapore emesso, le grandi quantità di fluido geotermico (circa 110t/h) utilizzate da ogni centrale per il proprio funzionamento, rendono significativo l’apporto totale anche degli elementi in tracce.
Ma il criterio della legge che disciplina l’emissione dal singolo camino (quello dei due limiti in portata e concentrazioni, alternativi uno all’altro), sembra incentivare un comportamento per il quale la soluzione dei problemi di inquinamento generati da grandi impianti, possa essere risolto semplicemente giocando sulla diluizione dei flussi in uscita..
I dati sulle emissioni atmosferiche delle centrali geotermiche presenti sul Monte Amiata nelle tabelle allegate ( allegato 5), sono impressionanti e allarmanti e sono state ricavate da due studi effettuati da ARPAT.
Formalmente le centrali geotermoelettriche site nel territorio dell’Amiata risultano essere a norma della legge sulle emissioni del singolo impianto, tuttavia è opportuno evidenziare la incongruenza e l’incompletezza della norma di legge, che disciplina il singolo scarico:

1-tale norma innanzitutto non tiene conto del carico totale di emissioni inquinanti che vanno a confluire nel territorio; tale limite deve essere superato in sede di VIA, tenendo conto del fatto che sul territorio
amiatino insistono altre centrali geotermoelettriche, vecchie discariche minerarie….. Ciò non è avvenuto..
2- tale norma non tiene conto di tutte le sostanze presenti nei fluidi geotermici. I limiti più restrittivi non sono alla luce dei fatti vincolanti per gli impianti geotermoelettrici, pur essendo presenti in quantità rilevanti come nel caso del Mercurio, Boro, Ammoniaca, Arsenico etc…
3- non sono ancora regolate sostanze quali mono e bi-ossido di carbonio, boro, acido borico, metano, radon, cadmio, che possono essere presenti nei fluidi geotermici.
Emerge chiaramente la necessità di compiere una valutazione cumulativa, come ha già segnalato invano sia la Usl locale, sia l’ Arpat.

  • Velio Arezzini, del Comitato Ambiente Amiata:

di fronte alla sordità sulle criticità presenti nell’Amiata in relazione alla geotermia, abbiamo sempre accompagnato le nostre proteste e manifestazioni con proposte e richieste precise…..
Quelle che elenchiamo sono le richieste contenute nell’ ultima pagina della diffida,alla quale Rossi ha risposto in modo elusivo, ove sono riportate le nostre precise richieste alla Giunta della Regione Toscana
(legge l’allegato 6)….

Come potete constatare le nostre proposte e richieste non sono né demagogiche, né estremiste ma sono invece richieste credibili che una sana amministrazione pubblica dovrebbe avere a priorità nel proprio agire al fine di garantire la tutela dell’Ambiente, delle Risorse naturali (aria, acqua, suolo e patrimonio boschivo) e della salute dei
propri cittadini.

Qui potete scaricare gli allegati citati nel testo.

Il Forum rompe con Scilipoti

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In seguito agli eventi che hanno visto l’ On. Scilipoti appoggiare con il suo voto di fiducia il governo in carica questa è la comunicazione che gli ho inviato in data odierna a nome del Forum Ambientalista Grosseto.

All’ On. Scilipoti,

noi in Toscana conosciamo bene le scelte scellerate in  materia di ambiente e salute fatte da alcuni amministratori locali del centro sinistra.

Tu lo sai bene, avendoci in passato aiutato (per Scarlino e per Montale hai presentato per nostro conto interrogazioni in Parlamento), che quelle scelte le abbiamo combattute apertamente, senza sconti, perché i valori a difesa della salute vengono prima di qualunque schieramento partitico, ma dobbiamo dirti che mai ci saremmo aspettati una tua scelta a sostegno di questo governo, che cerca di legittimare nel senso comune e di far passare come “normalità ” l’aggressione alla salute, l’abuso, la corruzione, la distruzione del territorio, ogni qual volta necessita salvaguardare la rendita parassitaria o il profitto. Altro che valori cristiani ai quali dici di riferirti!

Un conto è rubare di nascosto, come fanno alcuni amministratori del centro sinistra in Toscana, perché il proprio elettorato non glielo consente, un conto è farlo apertamente, rivendicandone anche la legittimità  per una presunta “normalità ” e pretendendo di cambiare persino le regole costituzionali. Ma sei irriconoscibile!

Concordiamo con te che non ci sono  diversità  nel comportamento individuale (sono sullo stesso piano di corruzione) o nei risultati sanitari coincidenti (approvano entrambi i cancro-valorizzatori), ma come è possibile non valutare gli effetti sociali e politici dei due diversi comportamenti?

Faccio due esempi concreti che dovresti conoscere bene.

  • Rubare falsando i bilanci, poi legiferare che il falso in bilancio è legittimo, affermando nei media che rubare in bilancio è “normale e generalizzato” e pretendere di controllare e orientare la magistratura inquirente perché confermi e generalizzi tale normalità  in tutte le frodi, produce nella società le premesse per noi pericolose (altro che usura!) e non produce nella società  lo stesso effetto se chi è scoperto a rubare  si dimette o è costretto a dare le  dimissioni.
  • Comprare il corpo di giovani ragazze e pretendere di essere “normale utilizzatore finale” non produce nella società  lo stesso effetto di chi si è dimesso quando è stato scoperto a comprare i viados.

Se non comprendi  le differenze tra questi comportamente, sei pericoloso e penso che potresti produrre danni seri. Per questo chiedo di interrompere ogni collaborazione.

Roberto Barocci
Forum Ambientalista Grosseto