Inceneritore di Scarlino: “In nome del popolo italiano…”

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La vicenda dell’inceneritore di Scarlino è giunta alla fine. Il popolo di Follonica/Scarlino  è sceso diverse volte in piazza per chiederlo  e lo farà ancora…Ma non sarà più solo, ne sono certo: tra qualche settimana, o al massimo tra qualche mese, qualche Magistrato, “In nome del popolo italiano…” chiuderà quell’impianto, perché ha incenerito rifiuti in violazione di leggi.

Potranno riaprirlo in futuro? Non si può sapere, ma certamente non nelle attuali condizioni  dei tre forni di incenerimento di cui è dotato.

Se così non fosse, vorrebbe dire che il popolo di Follonica/Scarlino non ha voce e altre possibilità di difendersi dai sostenitori dell’incenerimento dei rifiuti, da personaggi politici ignoranti1 o prepotenti2, i quali, spero inconsapevolmente,  mettono  a rischio la salute della collettività per soddisfare la propria ambizione politica, favorendo le scelte imprenditoriali dei loro amici.

Che quei forni, costruiti oltre mezzo secolo fa per svolgere un’altra funzione, non potevano essere dotati delle migliori tecnologie, lo avevamo scritto da anni. Infatti le ultime sue modifiche risalgono alla fine degli anni ’90 e non hanno le famose BAT, sempre certificate come presenti da Arpat e Regione. Che non avevano le dimensioni per rispettare la legge sull’abbattimento delle diossine,  condizioni dettate dalle nuove norme uscite nel 2005, lo avevano scritto nelle loro Relazioni Tecniche sia l’ing. Rabitti, sia l’ing. Annino, entrambi con notevoli esperienze tecniche e gestionali di impianti, e lo avevamo scritto invano alla Regione Toscana in una Diffida e Istanza di Revoca in Autotutela   anche del 2015. Ma l’Arpat, incaricata dalla Regione di verificare, pur avendo la possibilità di rilevare la illegalità dalla attenta analisi dei Prospetti dei forni in scala depositati,  affermò, a firma del suo dirigente Sbrilli, che tutto era regolare (si leggano le pagine 683, 684 e 697 del BURT, che ha pubblicato la Delibera di VIA/AIA della  DGR Toscana 979/2015)

Oggi ci dà ragione con una Relazione tecnica il più autorevole Ente3 pubblico italiano di ricerca scientifica sul funzionamento dei forni dell’inceneritore, scrivendo nelle Conclusioni: “La zona di postcombustione dei forni della Scarlino Energia… non ottempera alla norma in virtù del fatto che il flusso gassoso in tale regione non è né controllato né permane in maniera omogenea… con inevitabile conseguenza sull’emissioni delle specie chimiche meno reattive nei confronti dei processi ossidativi, ma altamente inquinanti quali fuliggine, IPA e diossine”.

Come possono i magistrati, da noi attivati e oggi titolari dei procedimenti civili, penali ed amministrativi  in corso, non tenerne conto se parlano in nome del popolo italiano? Non lo credo possibile!

Nel 2018 abbiamo fornito  alla Regione Toscana un documento, allegato alle osservazioni del forum ambientalista, che avrebbe dovuto essere sempre verificato in sede di autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore: le Sezioni quotate dei forni della Scarlino Energia con le indicazioni delle quote di ingresso dell’aria secondaria e delle quote di uscita dei fumi dalla camera di postcobustione, che mai erano state presentate in Regione, nonostante le autorizzazioni all’esercizio dell’inceneritore rilasciate dalla stessa Regione, né mai erano state richieste dalla stessa, nonostante le nostre Osservazioni del 2015 sulle anomalie dei forni. Inoltre, abbiamo fornito alla Regione la suddetta  Relazione tecnica dell’Istituto di Ricerca sulla Combustione del CNR di Napoli, una Relazione3 Tecnica commissionata sui forni al fine di verificare il rispetto o meno delle norme.

L’assessore all’Ambiente della Giunta regionale, Federica Fratoni4, ha dichiarato sul Il Tirreno  del 16 giugno 2018 che non risponderà alle nostre Osservazioni, che hanno reso pubbliche tutte le Relazioni Tecniche sopra citate, smentendo quanto invece aveva sottoscritto5 pochi giorni fa, nella RISPOSTA  ad una interrogazione sui forni  di Si Toscana a Sinistra.

E’ evidente che il PD in Regione Toscana è nella massima confusione e non sa più come favorire uno dei più importanti finanziatori del PD toscano: il sig. Moreno Periccioli, già Assessore all’Ambiente della Regione e oggi presidente della Scarlino Energia.

Non si tratta di dare o meno una Vela ad una località balneare; l’oggetto del contendere tra il Forum Ambientalista e la Giunta Regionale è la verifica o meno in merito alla capacità di emissioni fuori norma di Diossine dall’inceneritore di Scarlino, già verificatesi quando è stato in funzione e che può aver concorso in gravi patologie. Scrive infatti nel 2018 il Sistema Demografico ed Epidemiologico della AUSL6 Toscana sud est, nelle Conclusioni del suo Studio sullo Stato di salute di Follonica_e_Scarlino: “Il confronto con la regione pone un segnale di attenzione, a Follonica nei maschi, per l’eccesso di ospedalizzazione della patologia neoplastica nel suo complesso al quale contribuiscono in maniera importante il tumore della prostata e della vescica”. Si tratta quindi di un contendere sulla possibile causa degli eccessi tumorali, come hanno recentemente sostenuto in Regione, inascoltati7, anche i Sindaci di Scarlino e Follonica e, comunque, si tratta sul fatto che una autorizzazione al funzionamento dell’inceneritore è stata rilasciata nel 2015 dalla Regione ad un impianto che non aveva e non ha mai avuto le caratteristiche di legge per funzionare e abbattere le Diossine. Si tratta quindi di compiere una VERIFICA  nel rispetto della legalità in un ambito che può avere serie conseguenza sulla salute

Suggerisce infatti il CNR di Napoli: “

La zona di postcombustione dei forni della Scarlino Energia necessita delle seguenti modifiche costruttive:

1) la posizione dell’uscita dei fumi va collocata alla sommità della zona di postcombustione (e non sulla parete laterale poco sopra l’ingresso dell’area comburente, com’è ora n.d.s.); 


2) i fumi vanno convogliati verso l’uscita in maniera graduale in modo da evitare volumi morti o zone di ricircolo; 


3) l’altezza della zona di postcombustione va, in via cautelativa, raddoppiata”

E’ indecente che la Giunta della Regione Toscana non voglia verificare la legalità o meno del suo operato in un tema di grave rischio sanitario per la popolazione locale. Lo chiedono anche i Sindaci di Follonica e Scarlino. Siamo certi che vorrà farlo la Magistratura, in nome del popolo italiano.

Roberto Barocci

Forum Ambientalista Grosseto

Note al Testo:

1 L’assessore all’Ambiente della Provincia di Grosseto, poi della Regione Toscana, Annarita Bramerini, affermò che con l’incenerimento si sarebbe chiuso il ciclo dei rifiuti!

2 L’allora Presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, dopo l’esito contrario, espresso alla unanimità della Commissione d’Inchiesta Pubblica sulla VIA del 2010, conferì un nuovo incarico al prof. Focardi dell’Università di Siena, che sovverti il parere della Commissione d’Inchiesta.

3 Il testo completo della Relazione del CNR si scarica anche dal sito della Regione Toscana . Aprendo nel procedimento di VIA della Scarlino Energia la “Osservazione A” del Forum Ambientalista in: http://www.regione.toscana.it/-/altri-procedimenti

4 Dichiarazioni di Federica Fratoni raccolte da Il Tirreno del 15 giugno 2018

5 Si allegano sia l’interrogazione che la risposta scritta dell’Assessore all’interrogazione , dove alla domanda n°2 afferma che risponderà in maniera puntuale.

6 Pagina 67, dello Studio “Stato di salute di Follonica e Scarlino”, scaricabile nel “Contributo ASL,zip” scaricabile anche da :

http://www.regione.toscana.it/-/altri-procedimenti

7 Si leggano i Verbali delle Conferenze dei Servizi in: http://www.regione.toscana.it/-/altri-procedimenti

Geotermia: misuriamoci sui risultati non sulle autocelebrazioni

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In questi ultimi mesi abbiamo registrato fatti importanti che stanno incrinando il quadro granitico che i nostri avversari avevano sapientemente costruito a difesa della geotermia elettrica sia ad alta, che media entalpia.
Come ha scritto la Rete NoGesi “Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili”.
Ciò nonostante, registriamo contro SOS Geotermia interventi sorprendentemente astiosi, infantili quanto dannosi, perché anziché indebolire i nostri avversari, li rafforzano. Sono interventi fatti da persone che si dichiarano contrari a qualunque tipo di impianto geotermico, anche alle pompe di calore realizzate in assenza di falde idro potabili, ma, compiacendosi solo della loro dichiarata radicalità, hanno ampiamente dimostrato la incapacità di aggregare consensi, di far crescere la mobilitazione, di ottenere risultati tangibili.

A noi appare normale che su temi tecnici molto specifici, difficili da conoscere e valutare, possano esserci opinioni diverse, ma se su aspetti marginali, rispetto alle mega centrali flash, si conducono critiche diffamatorie e allusive, volte a sollevare dubbi sulla nostra onestà, allora preferiamo misurarci sui risultati ottenuti.
Pertanto, dedico questi risultati ottenuti anche alla mediocrità dei nostri detrattori, invitandoli a misurarsi con noi non con le parole, troppo facili da esprimere per costruirsi una comoda radicalità, ma con i loro risultati sui seguenti punti:

1 – sulla mobilitazione dei cittadini: abbiamo partecipato a tante iniziative organizzate da diversi Comitati e Organizzazioni in molti paesi toscani, dalla Val di Cecina all’Orvietano, ma solo in Amiata e sull’Alfina, assieme a SOS Geotermia e No Gesi si sono mobilitati tanti manifestanti. I nostri risultati, concreti anche se ancora non risolutivi, sono dovuti al lavoro di tante persone attive e della vitalità nella nostra informazione, dimostrata dal nostro sito, dove vengono comunicate le tante iniziative

Manifestazione a Piancastagnaio dell’11.11.2017;

2- sul quadro normativo: in Parlamento europeo, con gli emendamenti di Tamburrano, contrastati dal PD e votati dal M5S e Sinistra Italiana, a cui SOS Geotermia ha fornito ampia documentazione, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente . Lo stesso risultato lo abbiamo ottenuto nel Parlamento italiano con la famosa Risoluzione delle Commissioni Ambiente e Attività produttive;

3- sul piano giudiziario: Enel Green Power è di nuovo perdente in Tribunale, stavolta come indagata dalla Procura e dal Giudice penale di Grosseto, su esposti firmati dal Forum Ambientalista e da SOS Geotermia, dovendo rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata. Scontrarsi con Enel nei Tribunali e vincere le cause, come è già accaduto con il compagno Pino di SOS Geotermia, è una testimonianza oggettiva di una radicalità che non si ammanta solo di parole o che si limita ad inoltrare semplici diffide;

4- sul quadro politico: il Presidente della Regione Toscana Rossi è stato costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia “senza se e senza ma”, riconoscendo che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l’Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita»;

5- sul quadro amministrativo: SOS Geotermia, assieme a NoGesi, ha promosso in Consiglio regionale l’esigenza di definire le Aree Non Idonee allo sfruttamento geotermico. Per la prima volta la materia è ritornata ai cittadini e in molti Consigli comunali della Toscana si è discusso degli aspetti negativi della Geotermia, aprendo contraddizioni tra i nostri avversari: diversi Comuni hanno dovuto accogliere la pressione dei Comitati locali e dichiarare la indisponibilità di tutto il territorio comunale a ricevere impianti geotermici. I Comuni che hanno inviate le proposte in Regione sono stati in totale 51 e tale percorso porterà alla modifica del Piano ambientale ed energetico regionale, che dovrà formalizzare le aree non idonee all’attività geotermoelettrica e all’aumento delle contraddizioni, tant’è che Rossi si svela, pensando di risolvere il problema chiedendo più soldi all’Enel per tacitare sindaci e territori .

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista Grosseto,
aderente a SOS Geotermia e NO Gesi

Geotermia in Amiata. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti

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Hanno cercato in tutti i modi di nascondere la realtà, che emergeva dallo studio epidemiologico del CNR/2010, affermando che quei dati erano tranquillizzanti. Se per loro il + 13% di mortalità negli uomini è un dato tranquillizzante, c’è da allarmarsi!
Ma poi hanno nascosto tali dati, in sede di Valutazione di Impatto Ambientale per i nuovi impianti di Piancastagnaio e Bagnore 4, falsando il quadro sanitario, permettendo di aggiungere, con i nuovi impianti, altri inquinanti in un ambiente già assolutamente fuori norma.
Quando abbiamo iniziato a smentirli, utilizzando i numeri dello Studio CNR/2010, ci hanno perfino minacciato di denuncia per procurato allarme e l’Enel ci ha portato in Tribunale, chiedendo i danni. Nel mentre, in Amiata si continua a morire in eccesso: anche prepotenti…
Poi, hanno detto che quei dati dipendevano dagli stili di vita e, quando sono stati chiaramente smentiti da uno studio della stessa ARS, hanno affermato che poteva dipendere dagli stili di vita del passato. Ma i dati del passato minerario dicono che si viveva meglio in Amiata che nel resto della Toscana. Allora hanno incominciato ad inventarsi che erano inspiegabili le differenze di mortalità registrate tra i sessi, sapendo invece che tali differenze sono normali e documentate in molti studi epidemiologici relativi agli inquinanti ambientali, che fanno registrare una diversità di genere vedi , allora dall’allarme siamo passati all’indignazione. Non avevano più scusanti.

Oggi, che hanno perso le cause in Tribunale, ci vengono a dire che quello studio del 2010 del CNR non è più valido, che l’Allegato 6, dal titolo: “Risultati staticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari» non viene aggiornato, come da noi richiesto, perché avrebbe dati approssimati. Ma in sette anni di ulteriori aggiornamenti non hanno introdotto dati più affidabili.
Quello studio del CNR del 2010 dimostra la correlazione tra le mortalità crescenti, per molte patologie, al crescere delle concentrazioni di inquinanti emessi, anche dalle centrali geotermiche dell’Enel. Ma non viene dall’ARS sostituito con un uno più aggiornato.
Loro rimuovono i dirigenti apicali di Uffici Tecnici regionali che non si piegano ai loro voleri, come è successo all’arch. Zita (ascolta le sue parole
) o alla dott.ssa Sargentini (vedi). Come nel famigerato ventennio, piegano al loro volere tutti i tecnici subordinati. Vergogna!
Loro fanno finta di non vedere la decimazione della popolazione dell’Amiata, come nel ventennio fascista facevano finta di non vedere dove erano diretti i treni per Auschwitz.
Per loro il + 13% di morti è un dato rassicurante, come quando sostennero che i morti in guerra rafforzavano la razza.
Loro consapevolmente hanno commesso errori gravissimi, la cui documentazione è in rete (vedi), sostenendo di fatto l’ideologia del danno inevitabile, come denunciata negli ultimi scritti del compagno Michelangiolo Bolognini (vedi), per cui pretendono di imporci, in termini culturali, perfino le nocività manifeste.
Ritengo che a simili reazionari vada negata la possibilità di essere nostri interlocutori. Loro si stanno comportando allo stesso modo dei fascisti.

Roberto Barocci, Forum Ambientalista Grosseto

Grosseto 17.2.2017

l’Agenzia Regioale di Sanità vorrebbe annullare lo studio epidemiologico del CNR

Video

Un anno fa a Firenze avevamo denunciato alcuni dei più grossi errori compiuti da ARS (Agenzia Regionale di Sanità) e dalla Giunta regionale toscana, quantificando gli ingenti danni sanitari conseguenti alle emissioni geotermiche dell’Enel in Amiata. Quegli errori sono serviti ad Enel di portare a termine una truffa legalizzata a danno delle finalità delle legislazioni che finanziano (con le nostre bollette energetiche)  le produzioni di energie pulite e non climalteranti. Si ascolti il seguente audio/video:

Dopo un anno, il 10 febbraio 2017, a Santa Fiora, l’ARS ci è venuta a raccontare che loro non ritengono più valido lo studio del CNR del 2010, che tale studio non merita di essere aggiornato, come da noi richiesto, ma che se ne farà un altro.
Questi dirigenti dell’ARS sono nominati dalla Giunta regionale ed è presumibile che rispondano a chi li ha nominati in quei posti di responsabilità. Per noi non meritano alcuna considerazione, come la Giunta regionale toscana.
Roberto Barocci