Geotermia e i troppi errori di Ars e Arpat

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L’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) e l’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente della Toscana (Arpat) vengono ritenute dal Consiglio regionale toscano  le fonti prioritarie di informazione/controllo sulla Geotermia in Amiata.

Questo in sintesi il contenuto dell’ultimo capoverso della risoluzione sulla Geotermia votata dal Consiglio regionale
SOS Geotermia aveva chiesto la nomina di una Commissione scientifica, composta da ricercatori e personalità di sicura competenza ed esperienza, con la presenza paritetica di membri indicati dai Comitati locali, per poter riferire al Consiglio regionale in merito alla sostenibilità sanitaria ed ambientale delle centrali flash in Amiata,  
Tale richiesta è giustificata dai seguenti errori compiuti da Ars/Arpat:

errore-1– nel 2010, sullo studio epidemiologico del CNR, affermano l’esistenza di un quadro sanitario «rassicurante» registrato nelle aree geotermiche, dott. Cipriani in “Studio in Sintesi” pag.25;

errore-2 – nel 2010, criticati, affermano che il +13% di mortalità registrato in Amiata dipende dagli «stili di vita», Comunicato Stampa martedì 28 dicembre 2010;

3 – nel 2012 in sede di Valutazione Impatto Ambientale per Bagnore 4:

 

errore-3.1– non riportano i dati sanitari fuori norma, i quali non avrebbero consentito l’autorizzazione alla emissione di altri inquinanti, anche se a norma, come testimonia l’opposizione dell’arch. Zita, subito rimosso dal suo incarico;

 

errore 3.2– non è più richiesta la valutazione cumulativa degli inquinanti, già segnalata come necessaria, sia da USL che ARPAT, ma poi dagli stessi dimenticata;

 

errore 3.3–  accreditano la tesi che le ricadute degli inquinanti sono solo in aree disabitate;

 

errore 3.4– non segnalano l’avvenuta manipolazione del parere sanitario, riportato dalla Regione nell’atto conclusivo;

errore 4- nel 2013 affermano che la normativa sulla VIA non consentirebbe di avere uno studio di impatto sulla salute ( registrazione dott.ssa Nuvolone del17 giugno 2013 al Comune di S.Fiora) ;

errore 5– nel 2013 le USL ottengono finanziamenti dalla Regione per studiare gli effetti di bacco, tabacco e venere nella popolazione dell’Amiata…

errore 6 – dal 2014 affermano che le cause dell’eccesso di mortalità non possono essere di origine ambientale, perché si registra solo negli uomini, quando una risposta diversa in funzione del sesso è documentata in moltissimi studi sull’inquinamento ambientale;

errore 7– negli ultimi anni l’Arpat smentisce i dati esistenti e attestanti l’aumento di concentrazione di Arsenico nelle sorgenti dell’Amiata. In precedenza ha prodotto uno studio che ha consentito la deroga ai limiti di legge per l’Arsenico nell’acqua potabile, ipotizzando una concentrazione naturale anomala, calcolata anche sui campioni di acqua prelevata a valle di discariche minerarie, già inquinate da attività minerarie e già inserite nei Piani ufficiali di bonifica;

errore 8 nel 2011 le emissioni geotermiche di Ammoniaca in Amiata non vengono considerate nella produzione toscana di particolato Pm 10 – Progetto Patos1. L’errore viene corretto nel 2015.

Potete aprire e consultare i documenti allegati a ciascun punto sopra elencato

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