L’autostrada tirrenica: possiamo parlare di una truffa?

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Domenica scorsa, in alcuni interventi svolti durante la manifestazione contro la realizzazione dell’autostrada tirrenica, è stato denunciato pubblicamente, anche davanti a pubblici ufficiali, che si sta realizzando una “truffa” ai danni dei cittadini.

Ovviamente non lo hanno detto gli esponenti del PD, di SEL e quanti in Provincia chiedono (con il Comitato Colli di Laguna) che l’autostrada deve realizzarsi con un altro tracciato più a monte, ma tale convincimento sta conquistando parte della cittadinanza.

Poiché noi siamo da tempo convinti che, con artifizi o raggiri, diversi soggetti nel corso degli anni hanno indotto alcuni amministratori in errore, procurando alla SAT un ingiusto profitto con un danno a carico della collettività e della spesa per lo Stato italiano, abbiamo voluto rammentare in un comunicato stampa i nomi e le dichiarazioni prodotte negli anni, facendo un pò di storia e documentando come nel tempo sia stato prima accreditato il “COSTO ZERO” per lo Stato al fine di accantonare il progetto ANAS del 2001, che prevedeva la messa in sicurezza dell’Aurelia nel tratto Grosseto Civitavecchia. Poi, dopo che il Ragioniere Generale dello Stato svelò il raggiro nel 2008, quantificando in realtà un costo a carico dello Stato di 3,7 miliardi di euro, la SAT fu costretta a ridurre i costi di realizzazione del progetto autostradale e riportò il tracciato sulla sede dell’Aurelia, scaricando ancora sullo Stato facilitazioni fiscali e i probabili maggiori costi, sia per la realizzazione dell’opera, che per le minori entrate di pedaggio, ma che saranno quantificati solo alla fine della Concessione. Con ciò il Concessionario SAT annulla i rischi di impresa e questo non giustifica la percezione di un profitto, né il dover ricorrere a crediti ordinari con interessi sicuramente superiori a quelli che l’ANAS e lo Stato avrebbe sostenuto.

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista Grosseto

L’articolo su “Il Tirreno” è disponibile sulla rassegna stampa della provincia.