Alluvione, dopo la solidarietà, l’accertamento delle responsabilità

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Annualmente contiamo morti e distruzioni per alluvioni sicuramente riconducibili in fenomeni controllabili.
I responsabili di questi disastri sono gli amministratori pubblici che non hanno voluto applicare la legislazione sulla difesa del suolo, la legge 183/89 e poi l’hanno affossata.

Giorgio Nebbia, padre della suddetta legge, scrive:

“La velocità con cui le piogge scorrono nelle valli, sul fianco delle montagne e colline, e poi nei fiumi a fondovalle, la loro forza di erosione del suolo, dipendono dalla vegetazione: se il suolo è coperto di alberi e macchia spontanea, la “forza” contenuta nelle gocce d’acqua delle piogge si attenua cadendo sulle foglie e l’acqua scorre sul suolo abbastanza dolcemente. Se il suolo è nudo, la forza delle gocce d’acqua lo sgretola in particelle fini che rapidamente sono trascinate a valle e, quando il flusso di acqua è intenso, il ruscellamento si trasforma in un fiume di fango, quello che abbiamo visto tante volte nelle immagini
delle alluvioni.”

Leggi l’intero articolo perché questo maestro ci parla di complessivi cinque interventi tecnici… più un sesto, politico.