I 535 morti che non sarebbero “preocupanti”

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Dopo la Conferenza Stampa in cui l’Assessore all’ambiente della Regione Toscana, Annarita Bramerini, ha presentato lo studio sulla qualità della salute nei comuni geotermici della regione, la stampa il 28 novembre scorso è uscita con questi titoli:

«Geotermia, dagli studi non emergono rischi sanitari»
La Nazione del 28 novembre 2010

«La geotermia non uccide»
Il Tirreno del 28 novembre 2010

«Qui l’aria migliore della Toscana»
Corriere di Maremma del 28 novembre 2010

Il messaggio che ha voluto dare la sig.ra Bramerini è stato recepito dalla Stampa in modo chiaro ed univoco, ma questo messaggio tranquillizzante è decisamente smentito dai numeri contenuti ne Lo studio completo dell’ARS sulla GEOTERMIA, che è stato reso pubblico sul sito della ARS Toscana e che tutti possono verificare.

Lo studio prende in esame i dati relativi alle malattie delle popolazioni residenti nei comuni geotermici dell’Amiata e della Val di Cecina- Lardarello, mettendoli a confronto con i dati dei comuni limitrofi e con quelli della intera regione A pag.1 dello Studio sotto il paragrafo “Presentazione dei risultati” si legge:

il criterio di precauzione per la protezione della salute della popolazione, soprattutto nel sospetto del coinvolgimento di inquinanti ambientali, impone però di considerare come potenzialmente rischiosi tutti i segnali sfavorevoli, anche di scarsa plausibilità, i cui effetti potrebbero evidenziarsi a distanza di anni. In questo senso è da tenere in considerazione il modesto eccesso di mortalità, ma non di ospedalizzazione, riscontrato tra i 43.000 abitanti dei comuni geotermici, anche se limitato ai soli maschi (+6%).

Quindi è accertato complessivamente un eccesso di mortalità del +6% nelle popolazioni dei comuni geotermici solo ed esclusivamente per il fatto di essere residenti in tali comuni. Non sono stati studiate altre possibili diversità sociali, o diversi “stili di vita” o altri fattori ambientali. Sono complessivamente 535 morti in più rispetto ai valori attesi, registrati negli altri comuni della regione toscana. Che ciò sia modesto è un giudizio soggettivo, che però svela la volontà di dare ai numeri un significato precostituito. Se poi si va a indagare da dove deriva tale incremento medio del +6%, si trova che nell’area geotermica della sola Amiata, dove risiedono i due terzi dei 43.000 residenti nei comuni geotermici, il valore della mortalità è +13% di quella attesa.

Per la sig.ra Bramerini, che vorrebbe abituarci a ritenere inevitabili i tumori prodotti da quelli che lei continua a chiamare termo-valorizzatori, non stupisce che possa ritenere che “il quadro sanitario delle aree geotermiche che ne esce è rassicurante…”. Lo dovrebbe dire alle famiglie di quei 535 morti in più, ma siamo certi che non lo farà.

Affideremo ad esperti indipendenti la valutazione di questo studio, in particolare la possibile individuazione delle cause delle specifiche patologie, che sono alla base di risultati generali tanto allarmanti. Nel frattempo, per verificare quanto sia contraddittorio e pregiudiziale il commento ai dati registrati, si leggano le Conclusioni Generali a tale studio. Come spesso accade in studi commentati da personale tipicamente di parte, si rimanda la giustificazione di dati inconfutabili a non specificati, comparati e quantificati “stili di vita” dannosi alla salute ,scelti, non si capisce come, dai residenti dell’Amiata. Per tutte queste menzogne valga la constatazione che i bambini italiani, che si ammalano di tumore del 4% in più ogni anno, il doppio della media europea già troppo elevata, non praticano “stili di vita”dannosi, non bevendo alcol, non fumando e non avendo lavorato in miniera.

Di seguito si riportano le frasi, evidenziate in grassetto, delle Conclusioni allo studio, che smentiscono le frasi scritte immediatamente prima in corsivo; si potrà così verificare la coerenza di tali valutazioni.

Roberto Barocci
Forum Ambientalista-Grosseto

5. CONCLUSIONI GENERALI

In estrema sintesi, al netto dei limiti propri degli studi con disegno epidemiologico descrittivo, basato esclusivamente su dati ambientali e sanitari esistenti, analizzati in modo aggregato a livello dei comuni di residenza, gli indizi e le prove raccolte evidenziano un quadro epidemiologico nell’area geotermica rassicurante perché simile a quello dei comuni limitrofi non geotermici ed a quello regionale.

Non mancano tuttavia alcuni rilievi di criticità, attinenti ad alcuni livelli di inquinamento ambientale ed alla frequenza di un numero limitato di malattie, più evidenti nell’area geotermica amiatina rispetto a quella geotermica pisana.

I risultati complessivi indicano che i maggiori determinanti delle debolezze riscontrate nel profilo di salute dell’area geotermica sono da ricercare soprattutto nelle occupazioni ed attività produttive del passato, senza escludere esposizioni più recenti, negli stili di vita individuali, in una modesta componente ambientale naturale, almeno per alcune specifiche cause, come le respiratorie acute e le urinarie, o in altri fattori al momento non noti, piuttosto che nell’attività geotermica.

Secondo il principio di precauzione, il rilievo di eccessi di alcune patologie, tra cui le respiratorie e le urinarie, anche se di modesta entità, insieme al riscontro di livelli talvolta elevati di alcuni inquinanti, suggeriscono di proseguire in approfondimenti epidemiologici specifici.

L’evidenza poi di alcuni altri eccessi di malattie croniche non riconducibili a fattori ambientali, né tantomeno geotermici, suggerisce di elaborare uno specifico piano di salute da condividere localmente, in particolare nell’area amiatina.

In tal senso, è consigliabile organizzare interventi fattibili e di dimostrata efficacia a livello di popolazione generale e di gruppi di popolazione a rischio. Per l’arsenico è auspicabile approfondire la ricerca relativa ai possibili effetti anche a basse dosi e contemporaneamente adottare metodiche che consentano l’ulteriore abbattimento dei livelli di acqua destinata al consumo umano. E’ ipotizzabile anche il rinforzo di azioni per la diagnosi tempestiva di alcuni tumori e la prevenzione di malattie infettive, sia respiratorie che dell’apparato digerente, e l’attivazione di nuove iniziative sul modello di “guadagnare salute” per facilitare stili di vita sani.

Firenze, il 22.9.2010

Osservatorio di Epidemiologia
Agenzia Regionale di Sanità della Toscana
Dr. Francesco Cipriani

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